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Questo articolo è stato pubblicato il 28 settembre 2014 alle ore 08:12.

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MILANO
La partita ora entra nel vivo. Si aspettava la discesa in campo di Vodafone Italia nel mercato della fibra. Ora ci siamo. Nessun commento dal quartier generale, ma a quanto risulta al Sole 24 Ore la multinazionale inglese delle tlc – guidata in Italia da Aldo Bisio dall'1 gennaio 2014 – ha avviato un piano di posa di fibra propria con architettura Fttc (Fiber to the cabinet), ossia una rete mista fibra-rame: rame da casa del l'utente fino all'armadietto stradale e fibra dal cabinet alla centrale.
Bocche cucite sui numeri e sulle città che saranno coperte, ma il piano prevederebbe un roll out serratissimo, con l'installazione di 500-700 cabinet al mese in una cinquantina di città. Qui il servizio fornito alla clientela da parte di Vodafone non deriverebbe dall'affitto della rete Telecom - come già avviene sinora in 62 città stando ai numeri disponibili sul sito web corporate del l'operatore - ma discenderebbe, appunto, dall'utilizzo di fibra propria e propri cabinet. Il che avrebbe anche un impatto in termini di qualità di servizio, di possibilità di agire con offerte più mirate e in termini di velocità offerta alla clientela. Telecom commercializza a 30 Mbps e quindi il servizio wholesale si ferma lì. Invece, come attestano anche le dichiarazioni di Fastweb (si veda il Sole 24 Ore del 26 settembre), l'architettura Fttc permetterebbe velocità anche superiori a 70 Mbps, cosa che Vodafone potrebbe sfruttare con fibra propria.
Il piano di roll out di Vodafone Italia è comunque di particolare interesse rappresentando la declinazione pratica, anche nel mercato dell'ultrabroadband fisso, del Piano Spring, varato a novembre 2013 dal colosso inglese delle Tlc con una dote di 8,2 miliardi di euro a livello mondiale. Grazie a questo progetto Vodafone ha raddoppiato gli investimenti previsti in Italia nel biennio aggiungendo 1,8 miliardi di euro ai 900 milioni annualmente messi in campo.
Sulla telefonia mobile di nuova generazione Vodafone Italia sta già andando spedita con un 4G che avrebbe raggiunto oltre 2mila comuni. Sulla fibra però finora non c'erano stati guizzi anche se l'obiettivo era stato dichiarato (poi anche riportato nel Piano Caio): 30% di popolazione coperta dall'offerta in fibra Vodafone, circa 7 milioni di famiglie.
Certo, un'accelerazione in Italia era attesa anche perché la multinazionale inglese delle tlc sulla fibra si è già posizionata negli altri Paesi, come con l'acquisto dell'operatore spagnolo via cavo Ono a marzo, preceduto nel 2013 dallo shopping in Germania (Kabel Deutschland) e prima ancora, nel 2012, in Uk (Cable & Wireless). A quanto risulta al Sole 24 Ore, a ritardare le operazioni in Italia nei mesi scorsi avrebbe anche contribuito la "partita" legata a Fastweb. Con la controllata italiana di Swisscom, a parte le ciclicamente ricorrenti voci di merger, Vodafone avrebbe a un certo punto anche raggiunto un accordo di wholesale poi saltato, ma per volontà di Fastweb che avrebbe considerato i termini troppo vantaggiosi per Vodafone (il vulnus sarebbe stato nella richiesta di accesso ai cabinet Fastweb).
Dopo questo passaggio, Vodafone Italia avrebbe quindi deciso di partire lancia in resta, chiedendo i permessi per scavi, fibra e cabinet suoi. Il tutto però con un occhio di riguardo ai programmi di espansione di Metroweb. Già a Milano Vodafone utilizza la rete in fibra della controllata di Cdp e F2i (e così le città in cui Vodafone commercializza la fibra sono 63). La particolarità in questo caso sta nel fatto che si tratta di una rete Ftth (Fiber-to-the-home) che arriva direttamente a casa. L'Ftth garantisce velocità di download maggiori (100 Mbps), ma anche, ovviamente, costi più alti e difficoltà non trascurabili a portare la fibra nei condomini. Per questo motivo gli operatori si sono spostati verso la soluzione Fttc.
Tutti, ma non Metroweb che considera l'Ftth lo standard del futuro, prevedendo un abbassamento delle performance Fttc generato dall'aumento della clientela che dovrà «passare» sull'ultimo tratto in rame. A ogni modo, Metroweb ha ora un programma di roll out in varie città e a breve sono previste comunicazioni sulle nuove coperture. In queste città, come a Bologna, il principale "cliente" dovrebbe essere proprio Vodafone. Che quindi punterebbe a posare fibra e cabinet propri, ma non dove è previsto l'arrivo di Metroweb. A breve intanto, sempre per rimanere sull'Ftth, sarebbe in arrivo un altro annuncio da parte di Vodafone: possibilità di fornire il servizio in fibra a Milano, su rete Metroweb, a una velocità di 300 Mbps. Tre volte quindi lo standard attualmente offerto grazie all'Ftth.
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