Economia

Confidi, più sinergie contro crisi e sofferenze

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Confidi, più sinergie contro crisi e sofferenze

La lunga crisi si fa sentire anche sull’universo dei confidi italiani. Da un lato diminuiscono le garanzie erogate, dall’altro raggiunge livelli preoccupanti la quota di attività deteriorate.

L’universo delle garanzie in Italia contava 510 soggetti a fine 2012, scesi a 404 al 31 maggio del 2014. Di questi, 54 sono confidi vigilati dalla Banca d’Italia e i restanti 350 sono consorzi 106. Una scrematura che trova spiegazione soprattutto nella spinta – anche normativa – alla razionalizzazione del sistema negli ultimi anni. «Ed è un trend destinato a proseguire e ad accentuarsi», spiega Pietro Mulatero, presidente di Federconfidi Confindustria, per il quale «questa è la strada per fare massa critica, mantenere efficienza senza perdere però il valore della prossimità. Come Federconfidi stiamo pensando anche alla creazione di una rete d’impresa che coinvolga i confidi vigilati».

Lo scenario sui confidi italiani emerge dalla sesta ricerca annuale I confidi in Italia, realizzata dal Comitato Torino Finanza della Camera di commercio in collaborazione con Escp Europe e il dipartimento di management dell’Università di Torino. Secondo i dati raccolti, circa un terzo delle imprese italiane aderisce a un consorzio di garazia. La situazione, oltre a confermare il ruolo di primo piano di questi soggetti nel contesto economico del Paese, ha un rovescio della medaglia: le difficoltà delle imprese in questi anni si stanno ripercuotendo, inevitabilmemente anche sui confidi, che vedono aumentare le insolvenze sulle garanzie erogate. Si calcola che circa il 40% dei confidi abbia attività deteriorate lorde pari a circa un terzo dello stock di garanzie erogate. Un peso preoccupante che si unisce a un altro dato della ricerca: il calo del 6% delle garanzie erogate. E anche se il dato si riferisce ai bilanci chiusi il 31 dicembre 2012 è comunque il terzo calo consecutivo. «Contrazione del credito e delle attività imprenditoriali vanno di pari passo in un periodo di grande incertezza globale – sottolinea Vladimiro Rambaldi, presidente di Torino Finanza –. Trova conferma, però, il ruolo dei consorzi come punto di riferimento per l’accesso al credito delle imprese, che diversamente sarebbe negato».

Rambaldi evidenzia anche «la capacità di consulenza, l’offerta di servizi, la capillarità della presenza, i confidi sono in grado di portare le imprese a negoziare con efficacia con le banche, pur con le difficoltà del momento». È il Nordest (-9,3%) l’area più colpita dal calo di garanzie (che per i soli confidi di primo grado assommano a oltre 19 miliardi), seguito dal Nordovest (-7,3%) e dal Centro (-6,9%). In crescita invece il Sud (+3%).

Il trend complessivo, inoltre, è proseguito anche nel 2014: «Nel primo semestre – spiega Mulatero – c’è stato un rallentamento delle sofferenze, ma le garanzie sono ancora in discesa».

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L’IDENTIKIT

-6%

Le garanzie erogate

L’impatto della crisi si fa sentire anche sulle attività dei confidi, mettendone a rischio il futuro a causa del crescente livello delle attività deteriorate per l’insolvenza delle imprese.

404

Il numero complessivo

Sono 54 i confidi vigilati da Bankitalia e 350 gli altri