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Da Modena agli Usa: Toschi cresce all’estero e punta a un fatturato…

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vini e liquori

Da Modena agli Usa: Toschi cresce all’estero e punta a un fatturato di 40 milioni

Una nuova società negli Usa, sede a New York. Con l’obiettivo di raddoppiare il fatturato generato dalla domanda americana nell’arco di tre anni. Toschi Vignola, storica azienda di vini e liquori di Savignano sul Panaro, nel Modenese (tra i suoi prodotti anche il Lambrusco di Sorbara Doc), scommette sul più grande mercato del mondo, bacino che già rappresenta, per questa impresa fondata nel 1945, il secondo sbocco commerciale all’estero dopo la Germania.

«Da circa cinque anni – dice Massimo Toschi, amministratore delegato dell ’azienda emiliana – ci siamo dati un profilo globale». Una dimensione internazionale che nell’ultimo anno ha portato un incremento del volume d’affari realizzato sui mercati del mondo pari al 12%: percentuale che ha consentito di tagliare il traguardo di un fatturato di 30 milioni.

Numeri destinati ad aumentare nell’arco dei prossimi anni, sia grazie al lancio di Toschi Usa sia con il rafforzamento dei presidi in Europa e nei mercati emergenti dell’Oriente. «Puntiamo a toccare quota 40 milioni – conferma Toschi – dopo essere riusciti a mettere a frutto, nonostante la situazione economica difficile, gli investimenti più recenti». Un traguardo da raggiungere con altri progetti di internazionalizzazione, a partire – obiettivo di medio periodo – dallo stoccaggio dei prodotti per garantire una maggiore rapidità di distribuzione e consegna all’estero.

Oggi il fatturato dell’azienda deriva per il 45% dalla domanda oltreconfine e per il resto dal mercato domestico. L’Italia resta un bacino di riferimento ma la quota di vendite all’estero dovrà salire al 60% con un piano strategico di espansione che prevede come prima tappa proprio il mercato statunitense. Tra le eccellenze alimentari con le quali Toschi Vignola gioca le proprie carte a livello globale c’è anche l’Aceto balsamico di Modena Igp. La crescita sui mercati esteri ha consentito all’azienda, nel 2014, di chiudere il bilancio con un aumento dell’1,5%.

Con 900 referenze lavora ogni anno 1,150 milioni di frutta all’interno di un’area produttiva di 35mila metri quadrati, che comprende anche l’acetaia storica, con una capacità produttiva di balsamico di 6,5 milioni di litri ogni anno. Se Germania e Usa, insieme alla Francia, costituiscono i principali sbocchi, altri mercati, a partire da quelli dell ’Asia stanno manifestando una domanda in crescita. Tanto che ora i Paesi di destinazione della produzione sono saliti a circa una sessantina. I principali canali di vendita restano la grande distribuzione organizzata, i grossisti e le catene di cash & carry.

Il nuovo piano di sviluppo, lanciato in concomitanza con i festeggiamenti per i 70 anni di storia, prevede anche l’ampliamento della gamma dei prodotti, con nuovi brand anche nel settore della gelateria.

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