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Questo articolo è stato pubblicato il 04 giugno 2015 alle ore 06:37.

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Nuovi accordi con Reuters, Financial Times e Telegraph; avvio dell’attività in Danimarca (dopo Italia e Uk) e ingresso di nuovi investitori nella società, fra cui Davide Serra, fondatore e ceo di Algebris Investments.

Inizia a macinare i primi risultati TheOutplay, società con sede a Milano e a Londra, che si propone di fare business aiutando gli editori a fare affari sul web. Proposito non da poco se si considera che gli stessi editori si stanno interrogando sul come fare e che con Google la polemica è molto accesa proprio su questo punto.

«Noi stiamo crescendo a tre cifre rispetto allo scorso anno», dice il fondatore e ceo Andrea Pezzi. L’ex conduttore tv, dopo l’esperienza dell’enciclopedia video Ovo, si è lanciato in questo nuovo progetto, a partire dal 2012, portato avanti, sul fronte operativo, con Carlo De Matteo (chief product officer ed ex Hp).

«Abbiamo la piattaforma, ma anche i contenuti», spiega Pezzi. Il meccanismo è in fondo questo: TheOutplay è in grado di produrre dei contenuti video per chi li richiedesse. Per loro, ma anche per gli altri, mette a disposizione anche una piattaforma e un network di distribuzione di questi video. Per ora i numeri parlano di 5mila siti partner nel mondo, forti di 45 milioni di utenti unici. «Questo allargamento degli orizzonti consente ai publisher di conquistare e di riprendersi il mercato, senza il limite, oggi stringente, dell’inventory pubblicitaria disponibile».

Un meccanismo quindi che vuole essere win-win. «Il ricavo legato all'erogazione di ogni contenuto video - spiega Pezzi -. viene diviso in 4 parti. Il 35% va a chi ha realizzato la vendita pubblicitaria; il 30% va alla piattaforma; il 20% al sito che ospita il video e il 15% al titolare del video».

Per ora i numeri parlano di accordi per un valore di 14 milioni di euro riconducibile alla holding Gagoo, in cui oltre a TheOutplay c’è Dataintell: la piattaforma che permette alle aziende di gestire in autonomia i dati che generano.

«Non è affatto scontato per un gruppo italiano generare circa il 60% dei ricavi in Uk, in un business così competitivo come quello dei video e dei servizi digitali. Proprio la qualità dell’offerta, con la piattaforma e la tecnologia proprietarie - commenta Davide Serra - nel caso di TheOutplay fanno la differenza. Così ho deciso di investire a titolo personale».

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