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Questo articolo è stato pubblicato il 31 luglio 2015 alle ore 06:37.

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Malpensa è attualmente il primo aeroporto europeo per accessibilità tra gli scali non hub ed è tornato ai livelli del 2007, quando aveva il suo vettore di riferimento in Alitalia. Un fattore di notevole importanza, visto che, ha sottolineato il presidente di Assolombarda, Gianfelice Rocca, «uno dei principali moltiplicatori di competitività globale di una grande area metropolitana è la connettività aerea intercontinentale».

A inquadrare la posizione dell’aeroporto milanese è l’Indicatore di accessibilità aerea intercontinentale estate 2015, stilato dal gruppo Clas, che mette a confronto le città europee misurando l’offerta di collegamenti aerei diretti disponibile settimanalmente, e tenendo in considerazione anche l’importanza socio-economica delle destinazioni raggiungibili.

I valori riportati dalla ricerca, afferma Roberto Zucchetti, partner del gruppo Clas, che ieri ha presentato lo studio, «mostrano come Londra sia sempre stata il nodo di riferimento in Europa in termini di accessibilità intercontinentale, ottenendo il valore benchmark di 100, seguita da una prima fascia di città i cui hub sono di assoluta rilevanza (Parigi, Francoforte, Amsterdam) e da Istanbul (valore 71,9). C’è poi una seconda fascia di città, con aeroporti serviti da un hub carrier di riferimento, che comprende Monaco, Roma, Zurigo, Madrid. Tra le città il cui sistema aeroportuale non comprende un hub, Milano, con 32,7 risulta di gran lunga la prima in termini di accessibilità, seguita da Manchester con 17,7 e Barcellona con 17,2».

Milano, dunque, con l’aeroporto di Malpensa (a Linate non ci sono collegamenti intercontinentali), «rientra nella top 10 delle città europee, nonostante dal 2007 non operi più come un hub».

Prendendo spunto dallo studio Clas, Gianfelice Rocca ha evidenziato che, «fatto 100 il valore di connettività aerea intercontinentale registrato da Londra, Milano (32,7) si posiziona meglio di Vienna (24,9), Bruxelles (22,6), Barcellona (17,2), Berlino (10,1). Ma questo non basta. Il Nordovest d’Italia è l’area in cui si concentrano la maggioranza della popolazione e delle attività economiche del Paese». E considerato che «Malpensa non sarà mai un hub», secondo Rocca «sarebbe utile sviluppare la complementarità tra le compagnie low cost e le compagnie aeree tradizionali che svolgono collegamenti intercontinentali». Inoltre «sarebbe necessario favorire il maggior numero possibile di accordi bilaterali con Paesi extra Ue, rendendo più flessibili le attuali norme europee e internazionali in materia». E ancora si dovrebbe «aumentare il bacino d’utenza dell’aeroporto. Ad oggi, diverse opere previste per l’accessibilità a Malpensa non sono state realizzate o completate»; l'aeroporto, inoltre, «non è servito dal servizio ferroviario suburbano milanese e dall'alta velocità». Da ultimo, ha concluso Rocca, «chiediamo alle compagnie aree di avere maggior coraggio ed investire di più su Malpensa».

Da parte sua, il presidente di Sea, Pietro Modiano ha parlato dell’effetto Expo sugli aeroporti, a fronte di un luglio con «numeri buoni». «Difficilissimo – ha detto – dare cifre e stabilire con esattezza quanto l’Expo abbia portato di aggiuntivo al nostro traffico. Ma secondo un nostro sondaggio il 20% dei passeggeri arrivati a Linate e Malpensa, tra maggio e giugno, ha visitato l’Expo: un numero robusto, sono circa 1,5 milioni di passeggeri».

Modiano ha anche affermato di ritenere «che un’Alitalia più robusta qual è dopo la fusione con Etihad, crei anche a noi un’opportunità in più per nuove rotte e nuovi collegamenti intercontinentali». Riguardo poi alle ipotesi di fusione con la Sacbo (Orio al Serio), ha aggiunto: «È chiaro che è meglio stare assieme piuttosto che competere gli uni contro gli altri. Stiamo lavorando per questo».

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