Economia

Ubi vara la staffetta generazionale

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Lavoro

Ubi vara la staffetta generazionale

  • –Cristina Casadei

Sul fronte sindacale, il gruppo Ubi chiude il 2015 con un accordo all’insegna dei giovani e del ricambio generazionale. E del risparmio sul costo del lavoro. Il gruppo e i sindacati hanno infatti raggiunto un’intesa con cui viene dato il via libera a 130 nuove assunzioni che vanno in parte a compensare gli esodi volontari, innescando una nuova staffetta generazionale nel mondo bancario.

Il negoziato si è posto in continuità con quanto stabilito nel 2014 quando, spiega il responsabile delle risorse umane del gruppo, Mario Giuseppe Napoli, «erano state concordate 500 uscite volontarie con accesso alla pensione o al fondo di solidarietà. In quella circostanza, però le domande pervenute erano state superiori alle previsioni dell’accordo ed erano rimaste insoddisfatte 339 domande di esodo. Con i sindacati avevamo concordato la verifica di una successiva possibilità di accogliere le domande. Con la chiusura del bilancio 2014 abbiamo verificato la compatibilità economica dell’operazione e abbiamo così stabilito di accogliere l’aspettativa di esodo delle persone che erano rimaste fuori». Nell’accordo è stato inoltre deciso di «estendere questi numeri prevedendo l’apertura del fondo esuberi per ulteriori 70 colleghi che maturino i requisiti pensionistici entro il primo giugno del 2020 e cercando di dare priorità ai colleghi portatori di problemi di salute». Nel caso in cui tutti questi numeri fossero raggiunti è stato concordato anche un ulteriore pacchetto di 30 nuove assunzioni, da aggiungere alle 130 previste. Le assunzioni verranno effettuate nei prossimi due anni e di queste 60 sono stabilizzazioni di precari. Sempre per i giovani è stato stabilito l’innalzamento al 4% del contributo aziendale al fondo pensione per tutti i nuovi assunti con i contratti d’inserimento.

Le circa 410 uscite che verranno realizzate consentiranno «una sinergia sul costo del lavoro di 31 milioni di euro a regime - spiega Napoli - mentre l’onere sopportato una tantum per accompagnare le uscite con il fondo sarà di 95 milioni sul bilancio 2015». L’accordo ha però consentito anche un’ulteriore sinergia sul costo del lavoro, grazie al rinnovo di uno strumento previsto già nell’intesa del 2014. È stato infatti previsto anche per «il 2016 il piano di social day, ossia - dice Napoli - congedi straordinari che i colleghi possono prendere in più rispetto alle ferie per ridurre l’attività lavorativa e per soddisfare le esigenze familiari. Nel 2015 questo piano ha consentito a 5mila dipendenti nel gruppo di effettuare circa 120mila giornate di social day e per il 2016 abbiamo la stessa previsione». Questo consente alla banca di contare su un minore costo del lavoro per circa 300 lavoratori full time equivalent, visto che le 120mila giornate di social day hanno questo impatto sui costi.

Pur «in un momento delicato per il gruppo e per l'intero settore, siamo riusciti a garantire nuova occupazione stabile e il ricambio generazionale all’interno dell’azienda, salvaguardando il principio della volontarietà delle uscite, oltre a rafforzare il sistema di previdenza integrativa a favore dei giovani», sottolinea il coordinatore Fabi del Gruppo Ubi, Paolo Citterio. Per Napoli si tratta di un accordo che ha una forte connotazione «politica e sociale che cerca di conciliare le esigenze di contenimento degli oneri operativi da parte delle imprese con criteri di forte sostenibilità sul piano sociale e del work life balance».

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