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Preto (Agcom): «Pax regolatoria più vicina, ma…

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Preto (Agcom): «Pax regolatoria più vicina, ma c’è ancora da lavorare»

Pax regolatoria più vicina, ma c’è ancora da lavorare; occhi aperti su Telecom e sui remedies in tema di accesso alla rete; lavoro quasi finito sulla definizione delle linee guida per la banda ultralarga che, a questo punto, non potranno non trenere conto della decisione del governo di puntare all’intervento diretto per la realizzazione della rete di nuova generazione in fibra ottica nelle aree C e D: quelle “a fallimento di mercato”. Il commissario Agcom, Antonio Preto, tira così le somme di una situazione che vedrà Agcom giocare un ruolo rilevante nel disegno del governo, visto che dovrà regolare tariffe e tecnicalità dei contratti d'uso di lungo periodo con i quali la fibra sarà concessa alle singole compagnie in queste aree disagiate.

L'analisi dei mercato potrà rendere fattibile una «pax regolatoria» che tutti sembrano invocare, ma che finora è rimasta solo sulla carta?
È questo l'obiettivo. L’analisi dei mercati vuole creare le condizioni affinché la concorrenza tra gli operatori sia effettiva. Prezzi equi e ragionevoli dei servizi all'ingrosso che Telecom offre ai competitor, parità di accesso alla rete, disaggregazione della manutenzione correttiva e possibilità per gli operatori di rivolgersi direttamente ai manutentori sono tutte premesse di una «pax regolatoria». Ma le premesse non bastano: ci vuole la volontà concreta che si deve tradurre in scelte condivise dal mercato, con l'approvazione di Agcom. Le recenti sanzioni dell'Autorità antitrust nei confronti del cartello sulla manutenzione indicano che la strada da fare verso un mercato aperto e concorrenziale è lunga e difficile. E occorre avanzare assieme per giungere alla meta. Le fughe solitarie, fossero anche di Telecom, non servono.

Entro 60 giorni dalla pubblicazione della delibera Telecom dovrà fornire indicazioni specifiche sulle procedure per la manutenzione correttiva aperta anche a tecnici scelti dagli altri operatori e a nuove misure di non discriminazione. Con Telecom si è quindi arrivati a uno status quo che fa pensare a un futuro con meno screzi e più collaborazione?
Le scelte che Agcom ha fatto, importanti e nuove, delineano un salto di qualità della regolazione del mercato in Italia, ponendoci all'avanguardia in Europa. Danno vita ad una maggiore concorrenza e migliori servizi per gli utenti, i destinatari finali della nostra azione amministrativa. Tuttavia, l'attuazione di questi nuovi remedy richiede un lavoro comune. Sono coinvolti tutti gli operatori interessati, Telecom in primis, per preparare la regolazione attuativa che Agcom dovrà approvare. Pensiamo ad esempio al sistema di parità d'accesso: bisogna che tutti gli operatori siano disposti ad investire nei nuovi processi. Serve un azione condivisa anche per quanto riguarda la liberalizzazione della manutenzione. A mio avviso, Telecom deve certificare chi potrà mettere le mani sulla sua rete ma poi la libertà contrattuale deve potersi esprimere, seppure in un sistema di standard comuni.

Come procede il lavoro sulla definizione delle linee guida per la banda ultralarga?
Attendiamo la conclusione della consultazione pubblica prevista per il 7 gennaio 2016. I contributi degli operatori ci aiuteranno a calibrare le nostre scelte. Il documento messo in consultazione è aperto, ricco di opzioni e rispetta la neutralità tecnologica, la libertà di scelta della piattaforma e dei modelli di business. Tiene conto di tutti i modelli d'intervento, inclusa di una rete di proprietà pubblicadella diversa situazione di partenza di operatori verticalmente integrati (che operano sia all'ingrosso che al dettaglio) e di quelli che non lo sono. Anche l'impegno di Enel nella banda ultralarga è già di fatto considerato.

Si è parlato sempre più insistentemente dell'acquisizione di Metroweb da parte di Telecom. Lei che ne pensa?
Agcm e Agcom si sono già espresse a riguardo - in occasione dell'indagine conoscitiva congiunta sulla concorrenza nelle reti a banda larga e ultralarga in Italia del novembre 2014 - affermando che l'acquisizione «configurerebbe un'operazione di concentrazione particolarmente complessa che imporrebbe una valutazione sotto il profilo antitrust particolarmente accurata. In questo scenario, infatti, appare evidente come l'operazione di concentrazione possa essere idonea a rafforzare il potere di mercato di Telecom Italia nell'accesso wholesale alla rete fissa».

Come si potrà creare la giusta dose di level playing field con gli Ott?
Deve valere un principio di ragionevolezza: per attività analoghe valgono regole analoghe, siano esse fornite da prestatori italiani, europei o internazionali. La natura di un servizio non dipende dall'essere diffuso o meno attraverso una piattaforma digitale, il riferimento è la natura, il contenuto dell'attività prestata. E ciò vale per tutti: dai fornitori di contenuti media (aggregatori e broadcaster) ai servizi di trasporto (uber e taxi). Le piattaforme poi devono essere neutrali rispetto a chi vi accede. Il premio Nobel Jean Tirole ci ricorda che la prossima frontiera della regolazione sono i vari Youtube, Amazon, Uber etc. Queste devono essere le linee guida della revisione del quadro normativo europeo ora in corso.

Il decreto legislativo che recepisce la direttiva UE 61/2014 promuove le condivisione delle opere infrastrutturali e alla posa delle fibra ottica. Un bel risparmio di tempo e di costi. Agcom è chiamata a risolvere le controversie. Come intende svolgere questo ruolo?
Il Governo ha saggiamente ritenuto di attribuire tale competenza ad Agcom, in virtù dell'esperienza da noi acquisita nella soluzione delle controversie tra operatori tlc. Il ruolo dell'Autorità sarà cruciale nel semplificare e razionalizzare i rapporti con le imprese al fine di accelerare la posa delle opere. Con questo nuovo strumento potremo “imporre” una soluzione alle parti, per evitare rifiuti ingiustificati di negoziare, oppure eliminare condizioni non ragionevoli imposte unilateralmente. Saranno decisione rapide, assunte entro due mesi, per favorire anche attraverso una “giustizia” just in time, lo sviluppo delle rete di nuova generazione in Italia.

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