Economia

Unicoop Tirreno si allea con il gigante Coop Alleanza 3.0

  • Abbonati
  • Accedi
GRANDE DISTRIBUZIONE

Unicoop Tirreno si allea con il gigante Coop Alleanza 3.0

Fotogramma
Fotogramma

Unicoop Tirreno rafforza l'alleanza con le cooperative emiliano-adriatiche della grande distribuzione, ora riunite nel gigante Coop Alleanza 3.0, e, grazie anche alle risorse finanziarie da loro immesse, punta al pareggio gestionale nel 2018. Per il gruppo distributivo toscano – 995mila soci, 973 milioni di euro di fatturato 2015, un margine operativo lordo negativo per 21,3 milioni – si tratta dell'avvio del rilancio dopo anni di difficoltà, legate soprattutto all'andamento dei supermercati aperti fuori dalla regione, in Campania, Lazio e Umbria.

In soccorso è arrivato il gigante Coop Alleanza 3.0, nato il 1 gennaio scorso dall'unione tra Coop Adriatica, Coop Estense e Coop Consumatori Nordest, che tra poche settimane (entro aprile) acquisirà il 30% di Distribuzione Lazio-Umbria, la società del gruppo Unicoop Tirreno che controlla i punti vendita in quelle due regioni (circa 330 milioni di fatturato). L'ingresso consolida l'alleanza instaurata già a fine 2014, quando Coop Adriatica rilevò l'ipermercato di Afragola che faceva capo a Unicoop Tirreno: quell'operazione ha ora portato Coop Alleanza 3.0 a controllare il 70% della società Distribuzione CentroSud, cui fa capo la rete campana (Afragola, Avellino e Quarto), oltre ai punti vendita di Aprilia e Guidonia. Entro fine anno, Unicoop Tirreno cederà a Distribuzione CentroSud anche i negozi di Napoli e Santa Maria Capua a Vetere, oltre ad avviare un'attività comune sul fronte commerciale, con accordi di collaborazione su acquisti e fornitori.

«In questo modo centriamo in larga parte l'obiettivo di ridisegnare la nostra rete – spiega il presidente di Unicoop Tirreno, Marco Lami – consolidando l'alleanza con Coop 3.0 e puntando a rilanciare i punti vendita mantenendo il marchio Coop. Dall'alleanza arriveranno risorse importanti che serviranno a raggiungere gli obiettivi del piano triennale».

Il piano 2016-2018, approvato due settimane fa dal consiglio di amministrazione, prevede appunto il pareggio dell'attività caratteristica nel 2018. Quest'anno, secondo quanto previsto nel bilancio di previsione, Unicoop Tirreno realizzerà 962 milioni di euro di fatturato (-1,1% che, a perimetro omogeneo, diventa +0,5%) con un margine operativo lordo ancora negativo (-10,4 milioni). Il risultato finale dovrebbe segnare un utile di 24,5 milioni, ma solo grazie a 21,2 milioni di poste straordinarie, date dall'apporto di Coop Alleanza 3.0. Le vendite 2016 sono previste per il 57,3% in Toscana, per il 39,8% nel Lazio, per l'1,4% a testa in Umbria e Campania.

La decisione di stringere i rapporti con le cooperative al di là dell'Appennino, anziché con l'altra grande cooperativa di consumo toscana Unicoop Firenze, non interrompe il dialogo: «I rapporti sono buoni – spiega Lami - ma Unicoop Firenze ha sempre avuto una strategia territoriale ben definita, che non prevedeva l'espansione in altre regioni». In una fase di aggregazioni, la fusione tra Unicoop Tirreno e Unicoop Firenze potrebbe essere d'attualità? «Il tema non è mai stato messo all'ordine del giorno – conclude il presidente – ma sono tempi in cui bisogna rimanere con la mente aperta».

© Riproduzione riservata