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Roche Bobois e Knoll: filiera italiana al top

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Roche Bobois e Knoll: filiera italiana al top

  • –Laura Cavestri

MILANO

I cuscini imbottiti dei divani e i piedini in metallo che li supportano, le librerie, ma anche le sedute da ufficio e le tappezzerie delle poltrone. È un made in Italy che c’è, anche se tale non appare. Nel made in Usa, nel made in Germany e nel Made in France c’è anche una quota, più o meno ampia, dell’artigianato dei terzisti romagnoli, marchigiani e veneti che producono, in tutto o in parte, per i colossi dell’arredo internazionale.

Per questioni di contratto e di riservatezza con i grandi marchi, nessun terzista vuole comparire. Ma dietro le quinte del Salone – molti hanno anche marchi che espongono – qualcuno di loro spiega: «Non abbiamo la forza e le risorse per gli Usa o la Cina. Ci manca un brand che possa arrivare lontano. Ma abbiamo una credibilità sul prodotto e sulla nostra capacità di lavorare apprezzata dai grandi marchi, che, anche in questi anni difficili, ci hanno permesso di mantenere i fatturati».

Tra chi produce in Italia c’è Roche Bobois, storico marchio francese che unisce design e moda. «In Italia produciamo il 60% del nostro catalogo. Dagli imbottiti alle strutture in metallo. E molto di più», spiega Gilles Bonan, Ceo di Roche Bobois, che ha archiviato il 2015 con un fatturato di 437 milioni (+ 7% rispetto al 2014) e un export del 58 per cento. «In Italia abbiamo una quindicina di aziende cui chiediamo il prodotto finito sulla base di specifiche che noi forniamo loro. Sono aziende romagnole, marchigiane e venete. Veniamo qui perché sono imprese, ma hanno conservato la capacità artigiana, l’esperienza sul prodotto che ci consente di mantenere alti i nostri standard di qualità».

E l’Italia è anche un mercato di vendita? «Non molto importante in termini di fatturato – ammette Bonan –. Troppa concorrenza locale e in questi anni la crisi si è fatta sentire. Gli Usa sono il nostro primo mercato estero. Ma stiamo andando bene in India, Cina e cresciamo in Sudamerica».

Nata nel 1938 negli Usa da un emigrato tedesco, Knoll raggiunge oggi un fatturato di 1,3 miliardi di dollari. La divisione Knoll Europe, con un fatturato distribuito al 50% tra prodotti residenziali e office, ha gli unici due stabilimenti europei (dei sei mondiali) in Italia. «La fabbrica di Foligno (circa 20mila mq progettati da Achille Castiglioni)– spiega il presidente di Knoll Europe, Demetrio Apolloni – ha 120 addetti e concentra tutta la produzione europea: lavorazione del legno, tappezzerie, sedute e poltrone. Mentre la fabbrica di Graffignana, vicino a Lodi, circa 7.500 mq e 70 addetti, è specializzata nella produzione di contenitori, parti metalliche e in alluminio».

Dal 2013, spiega ancora Apolloni, «abbiamo aperto anche un centro ricerca sul prodotto e i materiali a Meda e siamo cresciuti del 40 per cento. La struttura italiana ha assunto maggiore centralità, servendo, oltre all’Europa, anche Far East e Middle East per il solo comparto residenziale».

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