Economia

Le vendite dirette marciano a pieni giri, record di addetti

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Le vendite dirette marciano a pieni giri, record di addetti

  • –di R.I.T.

Le vendite dirette, ossia le vendite a domicilio, marciano a pieni giri e l’occupazione continua a crescere. Secondo i dati dell’associazione di settore Avedisco, relativi al 2015, la vendita diretta in Italia ha generato in totale un fatturato di oltre 3,1 miliardi con oltre 514mila persone che hanno deciso di intraprendere questa attività. Il volume d'affari, in Europa, si aggira oltre quota 24,5 miliardi. Le stime e le valutazioni sugli scenari professionali sono stati presentati oggi a Milano nel corso del Forum dell’Avedisco (presso al sede del Sole 24 Ore, Via Monte Rosa 91), un'occasione di confronto e approfondimento patrocinata da Regione Lombardia. Come ha sottolineato Giovanni Paolino, presidente Avedisco, «la vendita diretta si è dimostrata un modello di business non solo al passo con i tempi ma anticipatore delle dinamiche che andranno a delinearsi nei prossimi 15 anni: dal telelavoro, al lavoro per obiettivi senza dimenticare l'importanza delle relazioni, la professionalità degli incaricati e il valore aggiunto di una costante formazione, caratteri distintivi che già oggi rappresentano il nostro successo». Le vendite dirette nel complesso sono aumentate di circa il 17% tra 2014 e 2015, trainate da tessile (+26%) e alimentare (+20%). L’incremento degli incaricati alle vendite è aumentato del’11,5%, sulla base delle rilevazioni delle aziende associate ad Avedisco. Il comparto alimentare-nutrizione è quello che genera il fatturato complessivo più consistente con 416 milioni di euro. Per il 2016 - come rileva Paolino - ci si attende una ulteriore espansione del comparto, sia per quanto riguarda il valore del business che i numero degli incaricati alle vendite. Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, aprendo il Forum Avedisco, ha detto che
«la lombardia è regione leader nella vendita diretta, un canale di vendita dinamico, ma grazie alle iniziative che Avedisco e le aziende hanno preso, è anche un canale sicuro, che tutela consumatori e lavoratori. Questo è un valore che penso debba essere comunicato ancora meglio a chi acquista: ci si può fidare. Propio durante un altro Forum Avedisco, ha ricordato Maroni, da ministro del Welfare, avevo lanciato il progetto di responsabilità sociale delle imprese. Ossia regole sul comportamento sociale delle imprese oltre gli obblighi di legge per dare un servizio ulteriore ai cittadini, che apprezzano questo tipo di impegni. Come Regione - ha sottolineato Maroni - siamo a disposizione di Avedisco e delle imprese che vogliono fare iniziative sulla promozione sociale del valore del canale della vendita diretta. Già facciamo tante cose con le imprese nel sociale, perchè la collaborazione forte fra pubblico e privato è una caratteristica della nostra Regione. Se siete interessati - ha esortato - confrontiamoci per studiare iniziative insieme nell'interesse dei consumatori e dell'etica del canale di vendita che Avedisco egregiamente rappresenta». «Siamo orgogliosi delle parole di Roberto Maroni, ma soprattutto orgogliosi di rappresentare il settore della vendita diretta - ha replicato Paolino -modello di business non solo al passo con i tempi ma anticipatore di tutte le dinamiche che andranno a delinearsi nei prossimi 15 anni: dal telelavoro, al lavoro per obiettivi senza dimenticare l'importanza delle relazioni, la professionalità degli incaricati e il valore aggiunto di una costante formazione, caretteri distintivi che già oggi rappresentano il nostro successo. Siamo dunque onorati di essere stati promotori di un dibattito che punta i riflettori sulla contemporaneità del nostro settore». Nel corso del Forum sono intervenuti la professoressa Carolina Guerini, docente di marketing all’Università Liuc di Castellanza e direttrice del master in network marketing - che ha sottolineato l’evoluzione dei modelli organizzativi commerciali e le sfide della vendita diretta - e il professor Domenico De Masi, docente di sociologia del lavoro all’Università di Roma che ha delineato i principali trend di evoluzione degli assetti economico-sociali per i prossimi anni, sottolineando i fattori chiave delle le trasformazioni demografiche, tecnologiche e organizzative in atto e le sfide da affrontare.

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