Economia

Da Milano un «toolkit» di legalità

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lotta alla criminalità

Da Milano un «toolkit» di legalità

L’approccio può essere un’offerta di credito a buon mercato, forniture vantaggiose. Oppure un aiuto per sbloccare pratiche, agevolare procedure. Modalità diverse con un unico scopo: condizionare attività economiche fino ad impadronirsene. Il tentativo sempre più pervasivo della criminalità organizzata di “crescere” in Lombardia è il presupposto che ha spinto Assolombarda-Confindustria Milano Monza e Brianza a creare una serie di servizi dedicati alle imprese: possibili contromisure per evitare di cadere sotto l’influenza di ’ndrangheta, mafia o camorra.

«Il messaggio all’imprenditore - spiega il vicepresidente dell’associazione Antonio Calabrò - è semplice: stabilire un rapporto è una strada senza ritorno, alla fine ti levano l’impresa». Rafforzare la prevenzione è l’obiettivo del “toolkit” varato dall’associazione, strumento di informazione e autodiagnosi che consente anzitutto di valutare i rischi. Questionario disponibile sul web e nato con un percorso “bottom-up”, risultato di un lavoro di due anni per raccogliere centinaia di interviste tra gli imprenditori e analizzare le strategie messe in atto “sul campo” dalle organizzazioni criminali. Analisi (in collaborazione con Aldai e Fondirigenti) commissionata a fondazione Istud e Università Cattolica per esaminare in dettaglio le principali inchieste giudiziarie aventi come target il mondo delle imprese, da cui partire per costruire contromisure. «Il termine infiltrazione - spiega Calabrò - è ormai superato, purtroppo siamo di fronte ad una presenza ben più ampia».

“L’avvicinamento” all’impresa può avvenire in vario modo, sia coinvolgendo governance e struttura societaria, che a livello operativo, attraverso le funzioni interne. Il primo obiettivo del toolkit è quindi consentire all’imprenditore una autodiagnosi, “costringendolo” ad interrogarsi sui principali aspetti della gestione aziendale. Al check-up di autovalutazione segue l’individuazione del livello di rischio, che può portare ad azioni successive. Come ad esempio l’accesso allo sportello istituito da Assolombarda, dove l’imprenditore può ricevere sostegno e consulenza aggiuntiva, avviando, nel caso, anche un percorso di dialogo con le forze dell’ordine. «L’aspetto etico è fuori discussione e lo diamo per scontato - spiega il direttore generale dell’associazione Michele Verna - ma a questo si aggiunge un tema di competitività. La crescita mondiale ormai si gioca nella sfida tra aree metropolitane, una sorta di Champions League tra grandi città in cui Milano vuole giocare da protagonista. Per farlo, la legalità è un asset da difendere. Per questo, con i progetti del nostro piano strategico, abbiamo avviato iniziative che mettono la legalità al centro, sensibilizzando i nostri imprenditori sulla necessità di tenere alta la guardia».

Lo strumento, disponibile online anche per i non associati, prende in esame dieci funzioni aziendali sensibili alle infiltrazioni indicando i potenziali rischi e i segnali d’allarme. La valutazione online permette di avere un primo check-up della propria situazione, «non certo un algoritmo antimafia - chiarisce Calabrò - ma uno strumento per aumentare la consapevolezza dei problemi: la sensibilità nel tempo è aumentata ma non quanto dovrebbe». Il 53% delle imprese intervistate, in un lavoro che globalmente ha richiesto un investimento di 200mila euro, dichiara al momento di avere una limitata conoscenza della criminalità organizzata. «Ecco perché - commenta Roberto Alfonso, procuratore generale di Milano, occorre fare uno sforzo per diffondere il più possibile questi strumenti, anche tra i non associati, in particolare tra le Pmi». «L’imprenditore spesso davanti a questi problemi è solo - aggiunge il Questore di Milano Antonio De Jesu - e aiutarlo è fondamentale, l’intervento dell’associazione è certamente positivo»

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