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Alpi e Appennini si preparano al tutto esaurito

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Alpi e Appennini si preparano al tutto esaurito

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Cortina d'Ampezzo, Madonna di Campiglio, Courmayeur (le tre località sciistiche più trendy a apprezzate del Paese) ma anche le meno note Tarvisio o Bardonecchia apriranno il prossimo 8 dicembre la stagione turistica invernale all'insegna dell'ottimismo, trainate dalla passione di italiani e stranieri per gli sport adrenalinici e free sulla neve ma anche dal crescente fenomeno delle famiglie alla ricerca di vacanze relax ed enogastronomiche in alta quota, lontano da smog e frastuono delle città ma anche dalle paure di attacchi terroristici che stanno frenando i viaggi a lungo raggio. Dopo un'estate con indicatori in netta crescita su tutte le coste italiane, si prepara una stagione invernale con aspettative alte anche per la montagna bianca nazionale, con il sold-out sotto le feste natalizie, un gennaio di week-end sempre full sulle piste e i mesi di febbraio e marzo presi d'assalto da comitive e famiglie per le settimane bianche.

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È questo lo scenario su cui ha spalancato le porte Skipass, il Salone nazionale del turismo e degli sport invernali che ha inaugurato alla fiera di Modena la sua 23esima edizione tra stand degli operatori di Alpi e Appennini e parchi innevati per famiglie e bambini (il target più importante per gli operatori in montagna) dove provare dal vivo attrezzature e discipline e ammirare acrobati di ghiaccio e neve. La manifestazione da sette anni è anche l'occasione per presentare “Skipass Panorama Turismo”, l'Osservatorio sul fenomeno delle vacanze bianche italiane, promosso da ModenaFiere e curato da Jfc.

«Per l'inverno 2016/2017 ci aspettiamo un +3,2% di arrivi e un +3,8% di presenze verso le destinazioni montane, con un fatturato complessivo legato alle vacanze “bianche” di 10 miliardi di euro, in crescita di quattro punti e mezzo rispetto alla scorsa stagione», spiega Massimo Feruzzi, responsabile del centro ricerche Jfc. Ciò significa 1,2 milioni di persone in arrivo sulle vette del Paese per 3,9 milioni di presenze, con un forte incremento di stranieri che, a differenza di quanto accade sulle spiagge in estate, rappresentano oltre la metà dei flussi in quota (il 51,1% dei turisti sulla neve italiana) e sono previsi in aumento del 5,7%, contro un +1,9% di nostri connazionali, con un soggiorno medio di 4,3 notti.

L'offerta che italiani e stranieri si troveranno sulle cime del Belpaese comprende 3.968 piste da discesa (per 7.718 chilometri, il 48% rosse, il 34% blu e il 18% nere), 268 anelli di fondo (per 2.231 chilometri), oltre 7.100 alberghi per 324mila posti letto e altri 358mila posti letto disponibili tra ostelli, rifugi, B&B e alloggi privati. «Chi si concede una vacanza in montagna cerca un forte legame con il territorio e sempre più un soggiorno di disintossicazione, relax e di bei paesaggi anche senza la pratica sportiva sulla neve. Preferisce perciò la baita al grand hotel e l'enogastronomia locale di tradizione all'alta cucina», avverte l'Osservatorio di ModenaFiere.

Se Cortina d'Ampezzo, in Veneto, è la meta più famosa, San Candido in Alta Pusteria è considerata la località (di 61 analizzate da Jfc) con i migliori alberghi e la torinese Sestriere quella con le piste migliori (il comprensorio della via Lattea). È comunque l'Alto Adige e catalizzare oltre il 40% degli arrivi sull'arco alpino per le vacanze bianche, seguito dal Trentino con il 24,8% e a molta distanza da Lombardia (9,7%), Piemonte (8,4% degli arrivi), Veneto (7,8) e Valle d'Aosta (7,3%). L'Appennino si deve accontentare di poco più di un 2,3% del turismo invernale.

È comunque caro affrontare una vacanza sulla neve per una famiglia italiana: +4,2% il prezzo per la stagione invernale alle porte, rispetto alla precedente, tra aumenti di alberghi (+3,4%), scuole di sci (41,5 euro il costo di un'ora di lezione individuale, la metà per i corsi collettivi) e impianti di risalita (che devono ammortizzare i forti investimenti in atto, principalmente in sistemi di innevamento artificiale per sganciare il business dalle condizioni meteo). Senza considerare il costo di attrezzature e abbigliamento, una settimana sulla neve in Italia pesa 1.015 euro sul portafoglio della singola persona e 2.450 euro su un nucleo familiare di due adulti e un figlio sotto gli 8 anni, calcola Jfc. A fronte di una spesa media di 350 euro a testa e di 806 euro a famiglia per un weekend.

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