Economia

Asse Bologna-Milano per allevare cervelli 4.0

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SINERGIE PUBBLICO-PRIVATO

Asse Bologna-Milano per allevare cervelli 4.0

Ha immaginato un domani per i giovani e per il Paese, la Fondazione Golinelli. E lì ha indirizzato i 30 milioni di euro che l’imprenditore-filantropo bolognese della farmaceutica e la moglie hanno donato al programma di formazione e ricerca per il prossimo mezzo secolo “Opus 2065”: domani servono cervelli per le fabbriche 4.0 e insegnanti per le scuole 4.0, in una osmosi costante tra studio e lavoro, tra il pensare e il fare.

Così, dopo un anno di brainstorming con i protagonisti della ricerca e della cultura italiana, la Fondazione – unico caso domestico di fondazione privata operativa e filantropica, all’americana – ha annunciato ieri i primi tre progetti sperimentali, frutto della sinergia con l’Università di Bologna e il Politecnico di Milano: una Scuola di dottorato residenziale in Data Science (coinvolgendo anche il Cineca, con 30 borse di studio ogni anno per i futuri esperti di big data); un’Alta scuola per laureandi dei corsi di laurea magistrale (per avviare altri 30 studenti l’anno al ruolo di manager-imprenditori dell’industria 4.0) e un Training lab dove testare nuovi approcci e metodi di formazione per i docenti al passo con le tecnologie della quarta rivoluzione industriale.

Il ministro Stefania Giannini e l’imprenditore-filantropo Marino Golinelli

Tre istituti di respiro internazionale che nasceranno con il prossimo anno scolastico dentro l’Opificio Golinelli, la cittadella della cultura e della scienza inaugurata giusto un anno fa alla prima periferia bolognese e dove inizierà a breve anche la costruzione (affidata all’architetto Bruno Cucinella) del Centro Arti e Scienze, altri 2 milioni di investimento che seguono i 12 investiti dal fondatore della Alfa Wassermann per dare forma a uno dei più grandi laboratori sperimentali a fini didattici e scientifici del Paese.

«Immagina un domani per i giovani e per il Paese» è anche il titolo dell’appello di otto punti che 28 firmatari tra scienziati, filosofi, giornalisti, professori hanno consegnato al ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, a margine della presentazione di Opus 2065, che il ministro ha subito controfirmato: «Questo è un progetto estremamente ambizioso – afferma – frutto di una guida visionaria che ha l’obiettivo affascinante e complesso di costruire un futuro, partendo dal ripensamento del modo in cui si insegna e si impara e mettendo a disposizione spazi, idee e possibilità, prima per la scuola ora anche per le università. Il Miur lo farà suo anche perché il Manifesto Opus 2065 corrisponde alle linee guida di questo Governo con il piano nazionale della scuola digitale, l’alternanza scuola-lavoro e l’Industria 4.0».

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