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Cucinelli, nel 2016 ricavi su del 10%

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Cucinelli, nel 2016 ricavi su del 10%

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Inizia sotto ottimi auspici la “settimana dell’uomo” di Brunello Cucinelli: il cda ha approvato ieri il bilancio preliminare 2016, con ricavi a 456 milioni, in crescita del 10,1% a cambi correnti rispetto al 2015. Da oggi le collezioni Cucinelli per l’autunno-inverno 17-18 saranno presentate a Pitti e poi, da venerdì 13 a martedì 17, a Milano moda uomo, in contemporanea con le sfilate.

L’azienda umbra specializzata in cashmere è tra le poche a partecipare a entrambi gli eventi di gennaio della moda maschile: il fondatore, ceo e presidente Brunello Cucinelli è da sempre grande sostenitore dell’asse Firenze-Milano, che definisce «un punto di forza del sistema moda italiano». Tra i buyer attesi nello stand Cucinelli di Pitti e nello showroom milanese ci sono come sempre gli americani: nel 2016 le vendite negli Stati Uniti sono salite del 7,1% a 167,6 milioni di euro, con un’incidenza sul totale del 36,8%. Un risultato ottenuto grazie ai monomarca e al canale wholesale: nonostante il momento difficile del modello department store (Macy ha annunciato migliaia di tagli, Neiman Marcus ha rinunciato all’Ipo), il posizionamento molto alto di Cucinelli si rivela vincente, in un mercato, sottolinea l’imprenditore, «che continua a cercare esclusività e artigianalità made in Italy e capisce a fondo il valore aggiunto dato dalla sostenibilità ambientale e dalla cura che abbiamo per il nostro territorio e la sua cultura».

La crescita delle vendite è stata comunque omogenea e il record spetta alla Greater China, che vale ancora però “solo” il 6,9% dei ricavi, con un +21,8%. Molto bene anche l’Italia, che assorbe il 16,7% del fatturato, cresciuto nel 2016 del 7,3% a 76,2 milioni. Gli indici di redditività saranno annunciati dopo il cda del 9 marzo, ma Brunello Cucinelli ha detto di aspettarsi «dati in linea con quelli sui ricavi» e di essere ottimista anche per l’esercizio 2017.

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