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Lavoro, due italiani su tre sono «digitalmente» impreparati

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OCCUPAZIONE & TECNOLOGIA

Lavoro, due italiani su tre sono «digitalmente» impreparati

La digital trasformation sta ridisegnando le nostre vite. L'impatto sui servizi, sulle nostre abitudini e anche sul lavoro, è notevole, e cresce di giorno in giorno. Tanto che ormai da qualche anno gli esperti di HR stanno parlando di nuove competenze digitali. Gli ultimi dati arrivano da Randstad, multinazionale olandese attiva nella ricerca, selezione, formazione di Risorse Umane. E offrono un quadro abbastanza allarmante, almeno dal punto di vista delle percezioni.
Perché se da un lato è vero che i lavoratori italiani – secondo il Randstad Workmonitor - considerano la digitalizzazione un elemento fondamentale per il successo dell'azienda in cui sono impiegati e le competenze digitali indispensabili per restare competitivi nel mercato del lavoro, dall'altro, due terzi di loro si sentono scarsamente qualificati in questo campo per riuscire a mantenere il loro profilo spendibile nel mercato del lavoro in futuro. E soltanto un'impresa su tre dispone di personale adeguato a sviluppare una strategia digitale.

Due italiani su tre digitalmente impreparati
Secondo la ricerca di Randstad, il 90% degli italiani ritiene che tutte le imprese dovrebbero dotarsi di una strategia digitale. Una consapevolezza superiore di sei punti percentuali alla media globale (84%), che colloca il nostro Paese al sesto posto tra le nazioni oggetto di indagine, dopo Messico (95%), Brasile e Cile (94%), Portogallo e India (93%), Malesia e Argentina (92%). Questa consapevolezza stride con il complessivo ritardo delle imprese italiane: solo il 57% dei lavoratori, infatti, ritiene che la propria azienda abbia già adottato una strategia digitale, contro il 59% della media globale. E non è tutto: ben il 70% dei lavoratori italiani pensa che la sua azienda non disponga di personale con le competenze adeguate ad avviare il percorso di digitalizzazione (due punti sopra la media dei Paesi analizzati, al 68%).

Eppure, i dipendenti italiani guardano alla rivoluzione digitale con un atteggiamento ambiguo, che mescola ottimismo e apprensione. Il 43% dei lavoratori è convinto che buona parte delle proprie mansioni, quelle più ripetitive o le attività di routine, potrebbero essere automatizzate. E la maggioranza guarda con fiducia ad una rivoluzione tecnologica nelle proprie mansioni: il 59% ritiene che l'automatizzazione consentirebbe di aumentare la creatività.

Ma due italiani su tre si dichiarano digitalmente impreparati. Il 67% dei lavoratori, infatti, ritiene di dover migliorare le proprie competenze in ambito digital per continuare a essere un profilo spendibile nel mercato del lavoro. Una sensazione di impreparazione che in Italia è superiore di cinque punti percentuali rispetto alla media globale (62%).

«Dai risultati della ricerca – ha detto Marco Ceresa, amministratore delegato di Randstad Italia -, le imprese italiane appaiono ancora poco preparate alla sfida digitale. Ben il 67% dei lavoratori infatti sente il bisogno di accrescere le proprie competenze, un dato che denuncia la necessità di formazione, accompagnata ovviamente dalla disponibilità di strumenti e infrastrutture digitali, per evitare che il nostro sistema economico perda competitività di fronte alle sfide del futuro, che saranno in gran parte nel campo digitale. La digitalizzazione va “agita” anche dalle aziende per potere offrire servizi e strumenti sempre più innovativi ed efficaci».

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