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Ilva, si allungano i tempi per il rientro dei soldi dei Riva

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Ilva, si allungano i tempi per il rientro dei soldi dei Riva

La Corte del Jersey, contrariamente alle aspettative, non svincola ancora i fondi all’estero dei Riva, un miliardo e 200 milioni custoditi nei trust e destinati a rientrare in Italia, per effetto della transazione tra Riva, Ilva, Procure di Milano e Taranto e Governo, per essere destinati al risanamento ambientale del siderurgico. Da fonti vicine al dossier si apprende infatti che la Corte del Jersey (isola del Canale della Manica) ha chiesto approfondimenti agli avvocati dei Riva. Se questi ora confermeranno che è intenzione dei Riva far rientrare questi soldi in Italia e quindi stare ai patti raggiunti a dicembre scorso, non ci dovrebbero essere problemi. Acquisito lo svincolo della Corte del Jersey, ci sarà poi un ulteriore pronunciamento entro fine mese del Tribunale federale di Losanna, dopodichè i soldi dovrebbero tornare in Italia. Altrimenti, se dovessero sorgere nuovi impedimenti, ma soprattutto se la linea dei Riva dovesse eventualmente cambiare, sarà chiaro, commentano fonti vicine al dossier Ilva, che la transazione è a rischio e a quel punto l’amministrazione straordinaria della stessa Ilva riprenderà i giudizi promossi in sede civile contro i Riva. Ma le stesse fonti hanno comunque precisato che non si attendono colpi di scena viste le dichiarazioni di impegno fatte dai Riva nei giorni scorsi.
Secondo altre fonti, invece, sarebbe stato un avvocato dell’Ilva a sollevare obiezioni alla Corte del Jersey circa la procedura e la sequenza temporale dell’operazione svincolo e a quel punto il collegio ha preferito prendere ulteriore tempo per decidere. In ogni caso, anche davanti ai giudici del Jersey i Riva hanno ribadito l’importanza di vedere soddisfatto al più presto quanto da loro richiesto.
La transazione tra Riva e Ilva regge su due pilastri fondamentali: il rientro di un miliardo e 330 milioni, di cui 1,1 per il risanamento ambientale del siderurgico di Taranto e 230 per la gestione corrente della società, e l’impegno delle parti a ritirare i procedimenti in corso (in sede civile e al Tar).

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