Economia

Made in Italy protagonista in Asia

  • Abbonati
  • Accedi
internazionalizzazione

Made in Italy protagonista in Asia

(Olycom)
(Olycom)

Un drappello di realtà italiane di medio calibro, ma ad alto valore aggiunto tecnologico e con una spiccata capacità di internazionalizzazione – un campione esemplare del Made in Italy -, ha contribuito ad animare i lavori del Forum di Boao 2017. Il filo rosso degli interventi in tavole rotonde e incontri a porte chiuse con i ceo di aziende leader nel continente asiatico ha ruotato su quanto conta l’Asia nel presente e quanto conterà nel futuro. Boao, del resto, è il luogo di riflessione sull’andamento di un’area del mondo in continuo sviluppo e la conferma è nel Rapporto annuale sulla competitività in Asia elaborato dal China Center for International Economic Exchange (Cciee).

Hefei, Guangzhou, adesso Haikou. In soli cinque giorni Aldo Fumagalli ha viaggiato macinando migliaia e migliaia di chilometri, tra la firma - insieme al fratello Beppe, ceo di Candy Group - della nuova joint venture nell’Anhui, gli stabilimenti del GuangDong e il Forum di Boao, il più importante dell’Asia, in cui ha parlato della necessità di continuare a garantire un prodotto ben fatto anche (e soprattutto) nell’era di grandi e veloci cambiamenti. «La Cina ha perso, strada facendo, questa capacità, Paesi come l’Italia non possono permetterselo», è il messaggio dell’imprenditore brianzolo.

Sonia Bonfiglioli, chairman di Bonfiglioli riduttori spa, quartier generale e investimenti importanti nell’area di Shanghai, è ottimista: «Dopo un periodo legato alla frenata cinese – racconta l’imprenditrice parlando dell’andamento del suo gruppo negli ultimi mesi - stiamo notando una decisa ripresa del mercato in quest’area. Per noi l’India, intanto, è un mercato importante, ormai consolidato, e dalla Cina ci si può affacciare sul resto dell’Asia. La nostra quota asiatica resta ben consolidata, Bonfiglioli è un’azienda B2B, noi giudichiamo davvero molto interessante la ripresa in atto in quest’angolo del mondo nel settore delle infrastrutture. Certo, se guardiamo alla realtà italiana, non tutte riescono a spiccare il salto verso l’estero». Concorda il vicepresidente del gruppo Agrati, Andrea Costantini, una lunga esperienza a Singapore nello shipping messa a beneficio dell’azienda monzese. «In Asia il lavoro non manca – osserva Marco Leporati, esperto di logistica, country manager di Savino Del Bene – semmai scarseggiano le giuste competenze». E per Brembo «il focus sulla Cina e sul mercato cinese è essenziale» spiega il ceo Mario Almondo.

La Cina per le navi da crociera, Singapore nel filone energia, l’Australia per il versante militare: anche per Fincantieri il futuro è chiaro. Fabrizio Ferri, ceo Cina, sta guidando lo sviluppo nella cantieristica per le navi da crociera: «Adeguarsi ai cambiamenti veloci è essenziale. Qui molte società hanno intravisto nella costruzione delle navi da crociera un’opportunità di diversificare. Questo è positivo, certo, anche per i giganti dello shipping, ma certe competenze non si acquisiscono in una notte. Il settore, indubbiamente, ha grandi prospettive di crescita». Nel tempo libero, ma anche nel benessere, si muove a tutto campo una realtà affermata come Technogym. «Per noi l’Asia è davvero tra le aree più diverse al mondo – commenta Guido Romagnoli, vice presidente Apac -. Technogym in Asia conta quattro filiali: Giappone, Australia, Singapore e Cina tra Hong Kong e Shanghai. I grandi driver di mercato sono gli hotel, molti in quest’isola sono powered by Technogym e presto sarà inaugurato Atlantis, gemello della Dubai Palm. Ma anche le navi da crociera Fincantieri sono un filone interessante che la società sta percorrendo, accanto alla prevenzione, attraverso le nostre macchine, delle malattie cardiovascolari».

David Delle Fusine del gruppo Chiesi conferma il buon momento della farmaceutica - «Vogliamo triplicare il fatturato nei prossimi tre-quattro anni, dagli attuali 72 milioni di euro» - e anche per Claudia Radrizzani della Qindao Adr (assi per automezzi, in particolare agricoli) «il mercato risponde». Non tutto, però, fila sempre liscio, fa intendere Fabio Giacopello di Hfg, unica presenza a Boao nella consulenza accanto a Michele Lo Muto di Kelmer: «L’Ip resta un nodo critico in Asia, e in Cina in particolare, nonostante le riforme e gli adeguamenti giuridici adottati. Ma l’evoluzione è costante».

© Riproduzione riservata