Economia

Offerta da 5 milioni per Stefana

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SIDERURGIA

Offerta da 5 milioni per Stefana

Un’offerta cauzionata di 5 milioni di euro, la presa in carico di 57 dipendenti rispetto agli attuali 140,oltre all’accollo del materiale e di parte delle aree di pertinenza industriale. Si apre uno spiraglio per il futuro dell’ultimo asset del gruppo Stefana (in provincia di Brescia) ancora senza compratore. Il liquidatore giudiziale, Piefranco Aiardi, ha pubblicato nei giorni scorsi una sollecitazione per ricevere offerte migliorative per il ramo d’azienda di Nave-via Bologna, dopo avere ricevuto una proposta concreta (il nome del soggetto non è stato reso noto per ragioni di riservatezza), la prima da molte settimane a questa parte. Il bando scadrà alle 12 del prossimo 11 maggio.

Positivo il giudizio della Fiom. «Dopo parecchi mesi e parecchi bandi - spiega Francesco Bertoli, segretario della Fiom di Brescia - per la prima volta viene depositata un’offerta cauzionata».

Per il sindacato resta comunque «prioritaria» l’esigenza che «la soluzione occupazionale riguardi l’insieme dei lavoratori, ben sapendo che parte degli attuali dipendenti potrebbe essere coinvolti in procedure che consentirebbero di raggiungere i requisiti pensionistici». Resta inoltre aperta, ricorda la Fiom, la discussione sugli ammortizzatori sociali e su eventuali ricollocazioni, avviata nelle scorse settimane al Mise, così come «resta valida la richiesta del coinvolgimento di più soggetti per la soluzione della vicenda, aperta ormai da 27 mesi».

Per la Fim è «positivo il fatto che finalmente, dopo mesi di stallo, qualcosa all’orizzonte si sia mosso; è tuttavia una risposta al momento ancora parziale e non soddisfacente, dal momento che l’offerta non contempla il trasferimento di tutti i 140 lavoratori oggi ancora in forza» alla realtà produttiva.

La crisi del gruppo siderurgico bresciano, finito in concordato preventivo nel 2014 (circa 700 i dipendenti all'inizio della crisi), si è in gran parte risolta in questi mesi con la cessione dell’acciaieria e del laminatoio per tondo di Ospitaletto (sarà trasformata da Esselunga in un polo logistico), del sito di Nave (il laminatoio per i profilati mercantili, rilevato dal gruppo Feralpi) e dallo stabilimento di Montirone (ceduto ad Alfa Acciai, ne farà un centro logistico-siderurgico). Negli ultimi settimane l’ennesimo tentativo di incanto per lo stabilimento di Nave-via Bologna (produce travi), era andato però deserto, nonostante fosse diffusa, negli ambienti sindacali e imprenditoriali vicini alla vicenda, la consapevolezza che più di un soggetto industriale fosse interessato agli asset. Lo scorso 7 marzo è stata annunciata l’apertura della procedura per il licenziamento collettivo dei lavoratori.

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