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Terrorismo e terremoto, le grandi paure dei bambini

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Terrorismo e terremoto, le grandi paure dei bambini

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Letti proprio oggi, fanno ancora più male i risultati della ricerca dell’Osservatorio Tips Ricerche e presentata da DeaKids a “Cartoons on the Bay”, il festival internazionale dell’animazione cross-mediale e della tv per ragazzi promosso da Rai, che si è aperto oggi a Torino. Con le notizie che arrivano da Stoccolma, leggere che il terrorismo per i bambini è la prima paura (il 97% ne conosce il significato e per il 68% è un pericolo vicino) ha il sapore del tragico segno dei tempi. Il terremoto è l’altra grande paura, ma un po’ più distanziata (il 100% ne conosce il significato e il 65% la ritiene un pericolo che li riguarda da vicino). La guerra, per fortuna, è percepita come un fattore lontano.

La ricerca. “I bambini devono sapere: il ruolo della corretta informazione oggi sul target dei nativi digitali”, è il titolo dell’indagine presentata dai canali Tv del Gruppo De Agostini Editore che, nella sua semplicità, richiama al senso profondo della vita ai tempi del terrorismo. E qui il rapporto con l’informazione non è secondario, anche per i bambini. I quali comunque preferiscono (97%) essere informati su ciò che succede nel mondo, e anche su fenomeni che non capiscono e che li inquietano, come i casi di cronaca nera e i femminicidi. Avere informazioni permette di «avere meno paura» (67%) ed «evitare il pericolo» (53%).

Il «porto sicuro» di mamma e papà. Centocinquanta bambini tra gli 8 e i 14 anni hanno risposto a domande sul loro rapporto con temi come terrorismo, guerra, immigrazione, e su come reagiscono alle notizie anche su fenomeni che non capiscono. Il tutto partendo da un caposaldo: l’87% reputa i genitori la fonte più affidabile su ciò che accade nel mondo. Il 72% apprende le notizie da mamma e papà, il 66% dalla tv e dalla scuola. Inoltre il 41% cerca da solo le notizie su internet e il 59% va su YouTube dove visualizza anche video dalle immagini forti e non filtrate. Tuttavia, sanno già (61%) che esistono le fake news ed è anche per questo che chiedono di conoscere gli avvenimenti e le notizie.

La necessità di essere informati. La ricerca sembra dunque evidenziare quanto sia importante non tacere la realtà ai ragazzi di questa generazione che, inevitabilmente, sono esposti quotidianamente all’informazione ma non sempre in grado di decodificarla. Senz’altro in questo senso la moltiplicazione degli schermi a disposizione rende la problematica più cogente. E dall’altra parte, è anche in questa maggiore facilità dei bambini a essere in contatto con contenuti video che sta portando a riflettere sull’offerta dedicata al segmento kids.

Le novità sull’Area Bambini in Rai. Vanno senz’altro lette in questo senso le parole del direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, sempre oggi da Torino: «Abbiamo cercato una persona, che abbiamo individuato, e una strategia che identificassero l’Area ragazzi in modo che avesse tutte le parti di questo settore sotto di sé». Cambiamenti che «annunceremo entro il mese», con l’individuazione, quindi di un nuovo responsabile dell'Area ragazzi (che collaborerà anche un nuovo canale radio di intrattenimento per i più piccoli, al debutto a giugno, Rai Radio Kids, ndr. )

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