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Dal Vinitaly l’allarme vendemmia: senza voucher emergenza manodopera

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Dal Vinitaly l’allarme vendemmia: senza voucher emergenza manodopera

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Con la cancellazione dei voucher è allarme manodopera per la prossima vendemmia. A lanciarlo nel corso del prossimo Vinitaly di Verona sarà la Coldiretti. La campagna di raccolta 2017 delle uve infatti sarà da dieci anni a questa parte, precisamente dal 2008, la prima senza voucher. Lo strumento che dopo aver già incassato il via libera della Camera, al termine del passaggio del decreto di abrogazione al Senato rischia di essere definitivamente cancellato. E a farne le spese sarà proprio il vino italiano e l’agricoltura in generale, settori nei quali i ticket lavoro furono introdotti in via sperimentale dieci anni fa e dove di certo non si è mai registrato alcun tipo di abuso.

Infatti da un lato l’utilizzo dei voucher in vendemmia è rimasto ancorato ai vincoli introdotti quando fu lanciato in via sperimentale, e cioè pensato come integrazione al reddito dei soli studenti e pensionati e limitato alle operazioni di raccolta. Mentre invece dal 2009 lo strumento è stato esteso anche agli altri settori e senza i vincoli che invece sono rimasti in vigore nel settore agricolo. Un doppio binario che emerge chiaramente dai numeri. I voucher utilizzati in vendemmia dai 535mila del 2008 sono passati a 1,1 milioni del 2011 per stabilizzarsi intorno a quota 1,3 milioni fino al 2016. Parallelamente in agricoltura si è giunti a 2 milioni nel 2011 e a quel livello sono rimasti fino allo scorso anno. Segno evidente che in agricoltura in genere non si è verificato alcun abuso nel ricorso ai voucher. Nel resto dell’economia italiana invece dai 2 milioni del 2009 si è passati ai 15 milioni di tagliandi staccati del 2011 e poi – in una inarrestabile escalation – a 69 milioni nel 2014 e infine a 134 milioni lo scorso anno.
Tra le singole regioni l’area che dall’inizio si è contraddistinta per l’utilizzo del voucher in agricoltura è stato il Veneto, non a caso una regione a particolare vocazione vitivinicola, con 192.500 tagliandi utilizzati nel 2008 che passarono a 380mila nel 2009 ed a 475mila nel 2010. Un numero che negli anni successivi non è mai sceso sotto la soglia delle 400mila unità.

«La cancellazione dei voucher rappresenta una vera e propria scure per il vino italiano – dice la Coldiretti –. Un settore che ha fatto da apripista e che nel tempo ha dato ampie dimostrazioni di non inflazionarne certo l’utilizzo».
Eppure in agricoltura il sistema ha consentito l’emersione di lavoro nero e non è stato uno strumento sostitutivo di altre tipologie di contratto o – per dirla in sindacalese – che ha destrutturato i rapporti di lavoro. «In tutte le regioni nelle quali si è rilevato un significativo ricorso ai voucher – continua la Coldiretti – l’occupazione agricola dipendente a tempo determinato, non solo non è diminuita ma in molti casi si è incrementata».

«Occorre individuare una valida alternativa – ha detto il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo – per evitare un arretramento che danneggerebbe sia imprese che lavoratori. Serve uno strumento che al pari del voucher, semplifichi la burocrazia per l’impresa, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità all’impiego e dall’altra generi opportunità di integrazione al reddito per giovani studenti, pensionati e cassa integrati in quadro compiuto di garanzie soprattutto assicurativi».

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