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Lazio in campo e vincente con lo sponsor della rinata Sèleco sulle maglie

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marchi storici

Lazio in campo e vincente con lo sponsor della rinata Sèleco sulle maglie

Il derby Roma Lazio, vinto dai biancocelesti per 3 a 1, si è giocato con il ritorno dello storico sponsor Sèleco sulle maglie biancocelesti. I dettagli dell’operazione saranno resi noti martedì, ma il via libera c’è stato: sul sito ufficiale della S.S. Lazio era comparso il comunicato ufficiale sulla novità che vedrà «la squadra scendere in campo con la tradizionale maglia biancoceleste abbinata allo storico marchio».

Un passo in più verso la rinascita del marchio di televisori made in Italy: da quando si è saputo dell’operazione, pochi giorni fa, «i centralini sono impazziti: sono persone che hanno lavorato qui, e che oggi vorrebbero rientrare nella ”loro” fabbrica. In fermento sono perfino i tifosi della Lazio, di cui Sèleco è stato uno storico sponsor: al momento ci siamo limitati a rilanciare con le pubblicità bordocampo della serie A», aveva spiegato Maurizio Pannella, che con Twenty Spa ha già rilanciato il marchio Magnadyne (sponsor in serie A di Udinese calcio, sul retromaglia, e in B con la Spal).

Il progetto inizialmente prevedeva di acquisire il marchio Sèleco e portarlo a Milano, dove ha sede Twenty Spa, azienda dell’elettronica di consumo che opera tramite marche proprie o gestite in esclusiva. «Tutto è cambiato quando abbiamo messo piede nell'azienda chiusa da anni – racconta Pannella, fondatore e amministratore unico dell’azienda – Abbiamo acceso le luci, abbiamo visto le quattro linee di assemblaggio ferme, e abbiamo capito che avremmo dovuto ripartire da qui». Ovvero da dove Sèleco fu fondata nel 1965 a Pordenone (località Vallenoncello) come marchio della Zanussi Elettronica Spa.

Un marchio dalle grandi potenzialità: Sèleco negli anni 80 deteneva il 10% del mercato italiano dei televisori.
Attualmente è in corso (al ministero dello Sviluppo e con i sindacati) la trattativa per riportare in produzione circa 50 persone che risultano in esubero all’Electrolux di Porcia, Pordenone. L’obiettivo è far ripartire la produzione di televisori made in Italy al più presto, entro fino anno. La stessa Twenty prenderà il nome di Sèleco – mantenendo lo stesso assetto societario – per ribadire la fiducia nell’operazione
Sèleco, marchio che è stato di Electrolux, è stato acquistato dalla famiglia Asquini (la quale a sua volta l’aveva rilevato a un fallimento). L’obiettivo è di raggiungere 100 milioni di fatturato entro il 2019, guardando anche all’export delle Tv nazionali anche nei Paesi dove erano conosciute: Germania, Francia, Spagna.

Il piano di fattibilità è curato da Ernst & Young, la fabbrica, con i suoi 15mila metri quadri, potrebbe riaprire già in estate. Un ruolo chiave per il prodotto, che guarderà a una fascia più alta (si tratta di schermi fino a 55 pollici), sta nel design: creative camp sono stati organizzati da Aurelio Latella Advisory – e altri ne verranno – coinvolgendo gli studenti del circuito IED (Istituto europeo del design) e dell’Isia di Pordenone, provenienti anche da Europa, Cina, Sudamerica e Africa.

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