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Nella Gomma plastica l’efficienza dà impulso alle diagnosi…

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Nella Gomma plastica l’efficienza dà impulso alle diagnosi energetiche

Se l’efficienza energetica chiama, la Gomma plastica risponde. Dopo il decreto legislativo 102 del 2014, in attuazione della direttiva Ue sull’efficienza energetica, che ha previsto l’obbligo per le grandi imprese e per quelle energivore di eseguire la diagnosi energetica nei propri siti produttivi, l’Enea è stata incaricata di svolgere la funzione di controllo e di verifica per conto del ministero. Le diagnosi raccolte a maggio di quest’anno sono state oltre 17mila e questo mostra la forte sensibilità delle imprese italiane, come hanno rilevato Marcello Salvio e Luigi Casorelli, i due ricercatori dell’Enea che hanno presentato all’assemblea della Federazione Gomma plastica lo studio settoriale.

Nello studio la Gomma plastica emerge come il settore con «il maggior numero di diagnosi energetiche - osserva il neopresidente Giorgio Quagliuolo - a riprova di come il nostro tessuto produttivo, seppur costituito in buona parte da Pmi sia attento alla gestione dell’energia e in compliance con le prescrizioni in materia». Lo studio dell’Enea ha permesso di analizzare i consumi energetici nel massimo dettaglio, sviluppando una metodologia per definire gli indici di prestazioni energetiche a livello di singolo stabilimento e per ogni settore, fornendo dei valori dettagliati sui consumi energetici dei processi produttivi.

I dati sono incoraggianti. «In alcuni dei processi produttivi esaminati - spiega Quagliuolo - quali ad esempio l’estrusione dei film in bolla e cast, emerge un progressivo miglioramento delle prestaioni energetiche all’aumentare dei volumi lavorati». Tra l’altro lo studio ha evidenziato anche che «il riciclo parrebbe relativamente efficiente anche dal punto di vista energetico oltre che da quello del risparmio di materia, realizzando così in concreto i principi dell’economia circolare», continua Quagliuolo. Nella lavorazione della gomma, in particolare, le analisi sulla fase di post-vulcanizzazione hanno evidenziato una soglia, intorno alle 500 tonnellate, oltre la quale la prestazione delle aziende cambia in modo sostanziale.

La mancanza, nella letteratura italiana, di indici di riferimento per le aziende trasformatrici di materie plastiche e gomma è stata di forte impulso a questo lavoro che rappresenta un primo passo per un ulteriore miglioramento delle performance energetiche, già su buoni livelli, delle imprese. L’auspicio della Federazione gomma plastica è che dallo sviluppo del lavoro potranno emergere le direttrici future: da interventi su componenti, tecnologie e fasi specifiche dei cicli produttivi, fino – in alcuni casi – a reingegnerizzare determinati processi per ottenere prodotti sempre più competitivi e con bassi costi energetici.

A proposito di costi energetici, il presidente del gruppo tecnico Energia di Confindustria e dell’Associazione industriale bresciana, Giuseppe Pasini, ha osservato che se sul fronte dei contributi è «una notizia positiva che la Commissione europea abbia dato il via libera allo sblocco di fondi per 1,3 miliardi di euro destinati ai settori energy intensive», ma «le nostre imprese chiedono di avere delle tariffe che possano competere con il resto dell’Europa. Se noi avremo un costo dell’energia come gli altri saremo in grado di competere, altrimento perderemo produzioni». Parole che sono arrivate dritte dritte al presidente di Enel Patrizia Grieco la quale ha spiegato che «Enel sta progressivamente migrando dai tradizionali paradigmi dell’economia lineare ad un’economia sempre più circolare, con un minore impatto sul pianeta ed un più attento utilizzo delle sue risorse. Con questa consapevolezza, siamo stati tra le prime aziende ad integrare nel nostro piano strategico quattro Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite. Sono relativi alla lotta contro il cambiamento climatico, alla qualità dell’educazione, all’energia pulita ed economicamente accessibile, alla dignità del lavoro e crescita economica. Oggi, il nostro modello di business coniuga innovazione, crescita e sostenibilità ambientale, con un approccio trasversale, che guarda alla operatività quotidiana».


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