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Gai investe 6 milioni per l’energia 4.0 nella smart factory di…

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MECCANICA

Gai investe 6 milioni per l’energia 4.0 nella smart factory di imbottigliatrici

Una smart factory in grado di garantire autonomia ed efficienza energetica, con un alto tasso di automazione, macchinari in funzione 365 giorni l’anno, notte e giorno, e un trend di crescita tra l’8 e il 10% negli ultimi anni. La Gai macchine imbottigliatrici Spa di Ceresole d’Alba taglia il nastro all’ultima innovazione introdotta nello stabilimento in provincia di Cuneo: un investimento da sei milioni di euro per realizzare un impianto energetico su misura per un’azienda 4.0, in grado cioè di integrare generazioni diverse - fotovoltaico, trigenerazione a gas e generatori classici - adattando la produzione energetica al fabbisogno dell’azienda in maniera automatica e assicurando la continuità e la stabilità della fornitura.

Uno dei problemi centrali per le macchine a controllo numerico è la sensibilità alle microinterruzioni di energia elettrica, raccontano i tecnici della Gai. Un problema ancora più centrale per chi ha processi produttivi automatizzati, senza ad esempio l’intervento umano di notte o durante il week end. La fornitura elettrica costante dunque è una precondizione per le aziende che spingono l’acceleratore sulla digitalizzazione e i principi della fabbrica 4.0.

Oggi la Gai, che l’anno scorso ha festeggiato i 70 anni di vita, fattura 50 milioni di euro e conta 250 addetti, 40 dei quali in Francia. È leader nel settore dell’imbottigliamento per la fascia più alta di mercato e nel 2013 ha brevettato un nuovo tipo di valvola utilizzabile sia sulle bevande ferme che su quelle frizzanti, garantendo la massima flessibilità ai macchinari. «Abbiamo un export al 75% del fatturato e produciamo in media 500 macchine l’anno – spiega Carlo Gai, presidente della Spa dove lavora anche la terza generazione della famiglia – in questa fase abbiamo registrato una crescita interessante nel mondo delle microbirrerie, soprattutto negli Stati Uniti. Per questo abbiamo creato la Gai America che assisterà le nostre macchine oltreoceano».

Nello stabilimento di Ceresole si producono i componenti e si assemblano le macchine imbottigliatrici. La linea dei progetti speciali, come ad esempio la macchina da 15mila bottiglie l’ora, quella a maggiore capacità in produzione, accanto al reparto dove si realizzano gli impianti più piccoli. A settembre poi, anticipa Gai, «presenteremo la nostra prima macchina destinata al confezionamento delle lattine, in particolare di birra artigianale”. Una scommessa, su diversificazione e innovazione. «Proprio l’innovazione è il driver della crescita dei ricavi – aggiunge Gai – il 40% delle macchine che vendiamo oggi sono realizzate utilizzando il brevetto del 2013».

Il nuovo impianto energetico è stato realizzato da Albasolar, azienda del Gruppo Marengo di Alba, attraverso il sistema brevettato denominato Aspec Industry. L’integrazione dei sistemi di produzione energetica e la gestione intelligente della fornitura porta un risparmio stimato pari a circa 600mila euro l’anno, con un taglio di 1.600 tonnellate di CO2 nell’ambiente.

Le aziende italiane sono leader nel settore delle macchine imbottigliatrici, con tre distretti principali – a Canelli, in Piemonte; a Verona; e nel Parmense – con circa 2.500 addetti e una bilancia commerciale in positivo per oltre un miliardo e 200 milioni di euro. E stanno facendo scu0la nelle tecnologie smart.
Nei 46mila metri quadri dello stabilimento Gai sono al lavoro i muletti a guida autonoma, basati su tecnologia laser in grado di guidare il mezzo da un punto A a un punto B. Sono loro a prelevare i singoli componenti per le fasi di montaggio dal magazzino verticale, totalmente automatizzato, e a fare da spola tra produzione e magazzino.

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