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La start-up finisce in orbita

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INNOVAZIONE

La start-up finisce in orbita

Il lancio è avvenuto venerdì, ma prima di poter cantare vittoria i tecnici hanno atteso i primi “passaggi” in cielo. Il successo della prima parte della missione è però pieno: D-Orbit è riuscita a mettere in orbita il suo primo satellite (D-Sat), costruito interamente dalla Pmi lombarda, impegnata a testare un nuovo sistema di decommissioning.

Subito dopo il lancio, avvenuto venerdì, i tecnici sono stati in grado di acquisire il segnale del satellite, trovandolo “puntato” correttamente a tre ore dal lift-off.
Durante una delle finestre di visibilità dei scorsi giorni, il team è stato in grado di stabilire un link con il satellite di quasi 9 minuti, durante i quali è stato possibile scaricare tutti i dati necessari per analizzare il comportamento del satellite lungo l’orbita.

A bordo, oltre ad una serie di esperimenti collaterali, è montato un sistema propulsivo intelligente, progettato per rimuovere il satellite su cui viene montato in maniera diretta e controllata alla fine della missione anche se il sistema principale dovesse smettere di rispondere a causa di un malfunzionamento. La stessa tecnologia può essere adattata a satelliti di dimensioni fino a 5 tonnellate.

«D-Sat - dichiara Luca Rossettini, fondatore e amministratore delegato di D-Orbit - è una pietra miliare nel modo in cui gestiamo il problema dei detriti spaziali: crediamo che tutto ciò che va in orbita debba essere rimosso non appena ha svolto il suo compito, e vogliamo fornire una soluzione pratica e conveniente per trasformare questa visione in realtà. Il nostro sogno è di installare un sistema di questo tipo in ogni nuovo satellite entro il 2025».

Lo sviluppo di D-Sat è stato finanziato attraverso il bando europeo Horizon 2020 “SME instrument”; la parte scientifica della missione è parzialmente finanziata da una campagna di crowdfunding su Kickstarter.

«Grazie a D-Sat” dice Renato Panesi, fondatore e Chief Commercial Officer di D-Orbit - l’Italia, terzo Paese dopo Unione Sovietica e Usa a lanciare un satellite in orbita, diventa il primo a rimuoverne uno in maniera diretta e controllata tramite un dispositivo dedicato. Siamo orgogliosi di questa missione tutta italiana, sviluppata da un fantastico team di ingegneri e tecnici, una squadra di talenti di età media inferiore ai trent’anni».

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