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Torino rilancia il «Patto per la fabbrica»

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l’assemblea degli industriali

Torino rilancia il «Patto per la fabbrica»

Dario Gallina (Imagoeconomica)
Dario Gallina (Imagoeconomica)

«Ci piace l’idea di sottoscrivere con il sindacato un “patto per la fabbrica” ma deve essere il segnale di un vero cambiamento». Il presidente dell’Unione industriale di Torino, Dario Gallina, in occasione dell’assemblea dell’associazione, rilancia il dialogo imprese-sindacati sui temi della produttività e del lavoro. Gallina si è rivolto direttamente al presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, presente in sala: «L’incontro in programma il 4 luglio tra Confindustria e sindacati può essere l’occasione per condividere con il sindacato alcuni principi sugli assetti contrattuali e sulle politiche del lavoro».

Per Gallina, «è necessario che sia a livello nazionale che aziendale non si compromettano quei risultati e quegli effetti positivi conseguenti alle riforme legislative introdotte negli ultimi tempi. Mi riferisco - ha detto - alle deroghe del Jobs Act che sono state recepite in alcuni contratti nazionali».

Riguardo alle misure di politica industriale «c’è la necessità - ha continuato Gallina - che le misure assunte dal Piano del Governo industria 4.0 divengano delle misure strutturali, di politica industriale». La necessità è dettata dal fatto che, ha spiegato Gallina, «il nostro sistema produttivo, composto in larga prevalenza da piccole e medie imprese non è così rapido e recettivo», mentre «dobbiamo raggiungere e stimolare anche queste aziende, che sono importantissime perché costituiscono il sistema di fornitura delle nostre filiere».

Gallina si è detto convinto che «il digitale sia la nostra grande opportunità: non dico che sia facile digitalizzare le nostre aziende, tutt’altro. Dico che è necessario farlo», anzi, ha concluso: «siamo già in ritardo rispetto ai nostri concorrenti, soprattutto tedeschi, quindi dobbiamo farlo e in fretta».

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine dei lavori dell’assembela torinese ha parlato del salvataggio delle banche venete: Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza. Secondo Boccia, l’operazione salvataggio è stato un «atto coraggioso del governo e di un istituto finanziario grande (Intesa Sanpaolo, ndr). L’unico problema è che di grandi istituti ne abbiamo pochi». Con l’intervento di Intesa Sanpaolo, ha detto Boccia, bisogna «smettere di invocare la territorialità, basta che chi lo fa, faccia bene il suo lavoro e questo vale anche per noi, basta con chi invoca la questione meridionale e settentrionale». Boccia ha voluto ringraziare direttamente il presidente di Intesa Sanpaolo, presente all'assemblea: «Grazie a Gian Maria Gros-Pietro che rappresenta questo grande istituto che ha avuto coraggio», ha sottolineato il presidente di Confindustria. 

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