Economia

Nuova luce sui luoghi di lavoro: la giusta illuminazione aumenta benessere…

  • Abbonati
  • Accedi
lavoro e benessere

Nuova luce sui luoghi di lavoro: la giusta illuminazione aumenta benessere e produttività

Massima personalizzazione e autonomia di gestione. Sono le caratteristiche che deve avere l’illuminazione dei luoghi di lavoro per migliorare non solo il benessere ma anche le prestazioni delle persone nei luoghi di lavoro, secondo quanto emerge da una recente ricerca realizzata dal Censis per conto dell’azienda bergamasca Gewiss, specializzata in soluzioni per la domotica e prodotti per l’energia e l’illuminotecnica. È da gli anni 90 del secolo scorso, del resto, che ricercatori, medici e aziende dell’illuminazione lavorano attorno al concetto di “Human Centric Lighting”.

Si tratta di un filone di ricerca che studia gli effetti della luce sull’uomo, per dare vita a sistemi di illuminazionecapaci di adeguarsi alle diverse esigenze delle persone, che mutano in base all’utilizzo, al luogo e all’ora della giornata. L’obiettivo è garantire non solo il benessere di chi vive in un determinato ambiente (domestivo, lavorativo o di passaggio), ma anche le loro prestazioni e la loro produttività.

In Italia molto si è fatto in questi anni – e lo si può riscontrare nell’elevato grado di soddisfazione registrato dalla ricerca del Censis – ma molto resta ancora da fare, come sottolinea Aldo Bigatti, direttore marketing e vendite International della Business Unit Light di Gewiss, affinché gli investimenti, da parte delle aziende, per ristrutturare ed efficientare gli impianti di illuminazione, raggiungano anche obiettivi di riduzione dei consumo energetici e costi di manutenzione.

La parola d’ordine, emerge dalla ricerca, è controllo nella gestione dell’illuminazione. Che dal punto di vista dei lavoratori si traduce in una maggiore possibilità di adeguare la luce del proprio ambiente di laboro alle proprie esigenze (che cambiano a seconda l’età, dell’ora della giornata, degli incarichi da svolgere, delle tecnologie utilizzate).

Ma vediamo nel dettaglio i risultati della ricerca. L’80% dei lavoratori italiani, rileva il Censis, ritiene adeguata ed efficace, rispetto alle proprie mansioni, l’illuminazione del proprio luogo di lavoro. All’interno del 17,2% di insoddisfatti (circa 3,7 milioni di italiani), la maggioranza appartiene alla categoria degli operai dell’industria (il 43,4% dichiara di lavorare con luci inadeguate), non a caso una tipologia di dipendenti che hanno scarso accesso al controllo e alla regolazione delle fonti luminose. Tra chi viceversa ha accesso alla gestione e regolazione diretta dell’illuminazione, la percentuale di soddisfazione sale all’84%.

Per quanto riguarda invece le fasce di età, bisogna considerare che i problemi legati alla vista sono aumentati tra i lavoratori italiani, soprattutto in seguito all’innalzamento dell’età media lavorativa. Tuttavia sono i Millennials (giovani nati dopo il 1980) i più critici nei confronti dell’illuminazione sul lavoro: il 24% di loro la ritiene inadguata, considerando tra i fattori più importanti il benessere e la sostenibilità ambientale.

La prospettiva degli imprenditori è rivolta soprattuto verso l’aumento della produttività e la riduzione dei costi di gestione e manutenzione. La ricerca Censis-Gewiss fotografa una situazione italiana tutto sommato discreta: il 51,2% degli imprenditori intervistati dichiara infatti di aver adottato misure specifiche per risparmiare sui consumi legati all’illuminazione, ttraverso l’adozione di sistemi con fonte LED o l’installazione di sistemi automatici di spegnimento o di regolamentazione automatica del flusso luminoso. Si tratta tuttavia di interventi «ancora lontani da una logica di governance globale dell’illuminazione – si legge nella ricerca – con soluzioni smart, flessibili, ad alta personalizzazione e autonomia».

Anche la consapevolezza è elevata: l’88,5% delle aziende ritiene che «illuminare adeguatamente il luogo di lavoro consenta di rendere l’ambiente più confortevole, generando un positivo impatto sulla voglia dei lavoratori di recarvisi». Il 33% degli intervistati afferma di aver già pianificato interventi per ridurre i consumi energetici. Il 44% di queste imprese si trova nel Centro Italia, con l’11% in più, rispetto alla media nazionale, di progetti di ristrutturazione dei costi energetici.

© Riproduzione riservata