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Plafond da 8 miliardi per le Pmi piemontesi che puntano sul digitale

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Plafond da 8 miliardi per le Pmi piemontesi che puntano sul digitale

(Agf)
(Agf)

Un focus sulle pmi piemontesi, specializzate nella produzione di macchinari e potenziale driver della rivoluzione industriale in chiave digitale. Sono al centro del rinnovato accordo tra Intesa Sanpaolo e Piccola Industria (Confindustria Piemonte) per il prossimo triennio. Un plafond da 8 miliardi sul totale – 90 miliardi – destinato alle imprese piemontesi che vogliano puntare su industria 4.0. I temi sul tavolo sono diversi: gap di competitività, sfida digitale, tecnologie abilitanti. «Non esiste alternativa a questi percorsi» spiega Fabio Ravanelli, presidente di Confindustria Piemonte.

Il fattore tempo e la capacità di fare sistema sono variabili centrali, ma «senza investimenti non è possibile crescere in maniera consistente» focalizza Gregorio De Felice, chief economist della Direzione Studi e ricerche di Intesa Sanpaolo che presenta uno studio realizzato su 60 imprese locali, con 640milioni di fatturato e 2.300 addetti: «Il Piemonte ha quasi venti punti di differenza, in negativo, sul fronte investimenti rispetto al dato del 2007, gli investimenti in ottica 4.0 possono invertire la tendenza, rafforzare la filiera garantendo un livello crescente di integrazione e valorizzare la produzione customizzata su volumi più ampi».

Il punto, aggiunge De Felice, è quanto le imprese locali, ampliando l’analisi all’intera area NordOvest, possono avvantaggiarsi degli investimenti generali a favore della fabbrica intelligente. Secondo il report di Intesa, circa i due terzi delle imprese del campione producono macchinari «incentivabili», sulla base delle misure in campo con il piano del Governo su Industria 4.0, un dato in linea con la media italiana e poco al di sotto, sottolinea, dei competitor stranieri. Tra queste imprese, poi, una su due ha un fatturato per il 50% generato da macchinari 4.0, con uno zoccolo duro sui mercati esteri.

LE IMPRESE PIEMONTESI CHE PRODUCONO MACCHINARI 4.0
Imprese che dichiarano di produrre macchinari incentivabili (beni strumentali che possono beneficiare dell'iper-ammortamento - allegato A della legge 11 dicembre 2016, n. 232) e macchinari 4.0. Dati in % (Fonte: Intesa Sanpaolo)

Potenzialità, dunque, accanto a qualche ombra. Come ad esempio la percentuale bassa di aziende, intorno al 15%, che fa innovazione e sviluppo attraverso le collaborazioni con l’Università. «Si tratta di una percentuale troppo bassa – riprende Giovanni Fracasso, presidente della Piccola di Torino – un vero spreco, ecco perché è importante moltiplicare le occasioni di collaborazione con le università come stiamo facendo, ad esempio, con l’iniziativa a favore del trasferimento tecnologico in capo a Broad Pitt, finora abbiamo coinvolto una decina di piccole aziende e continueremo».

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