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È l’estate del tutto esaurito. Il mare la meta preferita

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TURISMO

È l’estate del tutto esaurito. Il mare la meta preferita

È l’estate del tutto esaurito, o quasi, per il mercato turistico italiano. Dopo gli affanni degli anni passati, associazioni di categoria ed enti di promozione del Belpaese concordano sul ritrovato appeal delle nostre località turistiche e città d’arte. Al top soprattutto le spiagge, che complici le ultime ondate di caldo africano sono tornate ad attrarre come non mai italiani e stranieri. Nel giorno di Ferragosto, tradizionale giro di boa della stagione, il primo, parziale bilancio di Federturismo parla di «un’estate promossa a pieni voti», con 7 su 10 dei 22 milioni di connazionali rimasti nei confini che hanno scelto mare e spiagge, in particolare le coste di Sicilia, Sardegna, Emilia Romagna e Puglia.

Quest’ultima è forse la superstar tra le regioni, come conferma il +15% del transito passeggeri negli scali di Bari e Brindisi (primi sette mesi 2017), con un picco di +17,8% a luglio, e 100mila arrivi e partenze nei quattro giorni del ponte ferragostano (fonte Aeroporti di Puglia). In forte crescita, secondo le imprese viaggi e turismo del sistema Confindustria, anche gli arrivi dall’estero, in crescita del 3% sul 2016, con il ritorno a grande richiesta dei russi e la conferma dell’Italia come favourite destination anche per tedeschi, francesi e inglesi. «Estate importante» per la ripresa definitiva del settore turistico è anche il punto di vista di Cna-Balneatori, che in uno studio sulla situazione alla vigilia delle “Feriae Augusti” segnala ben 10 milioni di italiani sui lidi delle 15 regioni costiere (+16% sul 2016), e in particolare l’inatteso boom degli stabilimenti dell’Emilia Romagna, con il 24% di ospiti in più. Decisivo, in questo caso, il fattore “località sicura”, il beltempo stabile e la migliorata balneabilità delle acque.

Con un occhio all’intera stagione 2017, sprizza ottimismo anche Federalberghi-Confcommercio, che ai primi di agosto stimava in 34,4 milioni gli italiani in vacanza tra giugno e settembre (+3,2%), con il mare come meta preferita (68,3%) e un giro d'affari da 22 miliardi di euro (+2,2%), presagendo «un’ottima performance» per il turismo estivo. Numeri più che incoraggianti, che fanno pensare all’età dell’oro dell’estate italiana. Ma qualcosa si muove anche al di fuori di agosto. Se c’è una novità, segnala Federalberghi, sono le stime in crescita per le vacanze a settembre, mese scelto per le ferie dal 12,4% degli italiani (erano il 9,2% nel 2016), dato che fa ben sperare in un allungamento della stagione e che dovrebbe essere accompagnato da politiche di destagionalizzazione.

Concordano sull’allungamento della stagione estiva fino a dopo la riapertura delle scuole anche Federturismo (prenotazioni a settembre +6%) e l’Agenzia nazionale del Turismo (Enit), che dopo un'indagine tra i principali tour operator e agenzie di viaggio all'estero si sbilancia: «L'autunno sarà una seconda estate» per il mercato turistico tricolore. Su 131 operatori di 22 mercati stranieri, il 74,8% dichiara che le vendite per settembre sono aumentate rispetto allo stesso periodo 2016, il 17,9% ritiene le prenotazioni stabili e solo il 7,3% segnala una diminuzione. La parte del leone la faranno i turisti cinesi, per i quali si prospetta un aumento fino al 15% a fine estate, seguiti dagli spagnoli (11-12%) e nordamericani (5-7%).

Per una volta vicini ai trend che caratterizzano le mete mondiali del turismo all year long, gli operatori possono dunque godersi un Ferragosto senza nuvole. A preannunciare la prima estate di vera ripresa del turismo erano stati anche i dati diffusi qualche giorno fa da Assoturismo-Confesercenti, che dal monitoraggio delle principali web travel agency ha previsto in media prenotazioni per la festa dell’Assunta all'86% delle camere disponibili online, con picchi per località di mare (95%) e di montagna (92%). Quanto all'andamento generale della stagione giugno-agosto, Assoturismo stima invece 3,5 milioni di presenze in più sul 2016. Sullo sfondo, oltre ai numeri, l’agenda di sempre per il rilancio del turismo nazionale, che i buoni risultati della stagione 2017 potrebbe riportare in primo piano. Anche qui, gli operatori concordano sulle priorità: eccessiva pressione fiscale, abusivismo fuori controllo, riqualificazione delle strutture. Tutti «compiti per le vacanze» che la politica rimanda da sempre.

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