Economia

Rio Mare cresce con il tonno spagnolo, ricavi a un soffio da 2 mld

  • Abbonati
  • Accedi
il bilancio 2016 di bolton

Rio Mare cresce con il tonno spagnolo, ricavi a un soffio da 2 mld

Il gruppo Bolton, come dire Rio Mare e Simmenthal, Neutro Roberts e Bilboa, Wc Net e Fornet, è a un soffio dai 2 miliardi di euro di fatturato 2016 (esattamente 1,96 miliardi) in crescita dell'11,6% rispetto al 2015 con un utile d'esercizio di 210,8 milioni (+9,9%). La multinazionale milanese, controllata dalla riservatissima famiglia Nissim, vanta oltre 50 marche e nel suo carniere conta nomi (oltre ai già citati) come , Palmera e Petreet nel segmento food, Omino Bianco, Vetril e Merito per la pulizia della casa. Nella divisione adesivi è noto per la colla UHU, mentre per cura e benessere del corpo sfoggia nomi come Borotalco, Chilly, Intima Roberts, Citrosil, Brioschi effervescente e Somatoline. Infine c'è la cosmetica, con Collistar. Insomma, una gamma di beni di largo consumo prodotti e commercializzati in 125 Paesi, con 12 siti produttivi (4 in Italia e 8 all'estero) e oltre 5600 dipendenti.

Effetto gruppo Garavilla sui conti

Nel bilancio consolidato del gruppo Bolton - consultato da Radiocor - si legge che a spingere il fatturato 2016 del gruppo alla soglia dei due miliardi di euro è stato in particolare il consolidamento dei ricavi del gruppo Garavilla per l'intero 2016, contro i soli 3 mesi del 2015. Nell'ottobre del 2015, infatti, il gruppo Bolton aveva acquistato il 75% di Garavilla, uno dei maggiori gruppi europei specializzati nella pesca e nel pesce in scatola, ma lo aveva già consolidato al 100% nel bilancio al 31 dicembre 2015. Il restante 25% del gruppo spagnolo è stato rilevato nell'ottobre 2016.

Esce di scena l'avvocato Erede, presidente e a.d. è Joseph Nissim

Agli inizi di gennaio 2017 il gruppo Bolton ha varato una riorganizzazione che ha visto Bolton Group srl cambiare denominazione in Factor Holding slr, diventando la "ultimate parent company" del gruppo e la controllata Bolton Group Service srl, a cui è stato conferito il ramo preposto alla gestione delle partecipazioni del gruppo Bolton, assumere il nome di Bolton Group srl. Sono stati anche rinnovati i consigli di amministrazione e nel cda di Factor Holding Srl non siede più Sergio Erede, noto avvocato d'affari milanese, per anni presidente della società. Dal 2 gennaio scorso la famiglia Nissim è al vertice: presidente e a.d. di Factor Holding è Joseph Nissim, un venerando signore di origini greche, Joseph Nissim, vicepresidenti sono Marina e Gabriele Nissim.

L'Italia si conferma il mercato principale, divisione food in forte crescita
Il bilancio consolidato del gruppo Bolton, che comprende il bilancio di Factor Holding srl, società capogruppo, e quelli delle società italiane ed estere controllate direttamente e indirettamente dalla capogruppo, evidenzia che l'Italia rappresenta il principale mercato. Qui il gruppo ha registrato nel 2016 una «performance positiva, in controtendenza rispetto agli altri gruppi industriali del settore». Inoltre, grazie all'acquisizione del gruppo Garavilla e alla crescita del business da parte di altre società del gruppo sui mercati internazionali, i ricavi netti al di fuori dell'area europea rappresentano il 12,1% del totale, dal 7,8% del 2015.
Nel dettaglio la divisione food vede i ricavi salire del 24,8% (sempre soprattutto grazie a Garavilla) con vendite in crescita in Italia, Germania, Europa Centrale e Middle East. La divisone household care registra una buona performance in Italia e Middle East, stabili i ricavi della divisone personal care e cosmetics mentre continua il trend positivo degli ultimi anni della divisione adhesives and glues.
Il margine lordo, sempre a livello consolidato, passa a 736 milioni (+10,3%) mentre il risultato operativo di attesta a 324 milioni, pari al 16,5% dei ricavi, contro i 261 milioni del 2015 (14,8%). L'utile netto sale a 210,88 milioni dai 191,68 dell'anno precedete: nel dettaglio l'utile attribuibile ai soci di minoranza e' pari a 123 mila euro (da 161 mila), mentre quello attribuibile a soci della capogruppo sale a 210,76 milioni (da 191,5 mln del 2015). Il gruppo vanta anche disponibilità e mezzi equivalenti a fine 2016 pari a 649,5 milioni di euro dai 474,4 milioni del 2015.

Sul 2017 possibile effetto rincaro materie prime
Infine, per quanto riguarda l'esercizio in corso, nel bilancio di Factor Holding srl si legge che durante gli ultimi mesi del 2016 il gruppo si è confrontato con un incremento dei prezzi di molte materie prime, dall'olio di oliva al tonno, alla plastica. Questa tendenza è proseguita nei primi mesi del 2017 e, se duratura, «potrà avere un impatto sui risultati d'esercizio. Comunque il gruppo è ben posizionato». Infine un omaggio ai 5600 dipendenti: il loro contributo «sarà decisivo - si legge nel bilancio - per il raggiungimento degli obiettivi sempre sfidanti che il gruppo prevede per il 2017 e oltre».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

© Riproduzione riservata