Economia

Sulla Torino-Lione la richiesta di moratoria e un esposto alla procura

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INFRASTRUTTURE

Sulla Torino-Lione la richiesta di moratoria e un esposto alla procura

(Afp)
(Afp)

Una richiesta di «moratoria» da parte di Karima Delli, deputato francese del movimento ecologista a capo della Commissione Trasporti del Parlmento europeo. E un esposto alla Procura di Roma, presentato dal Controsservatorio Valsusa, contro la decisione del Parlamento italiano che a fine dicembre 2016 ha ratificato l’accordo tra Italia e Francia sulla Torino Lione. A dieci giorni dal prossimo vertice italo-francese, che inevitabilmente avrà in agenda il tema del collegamento ferroviario tra i due Paesi, l’Alta Velocità torna in primo piano. Anche alla luce dei dubbi sollevati proprio dal Governo Macron.

L’occasione è l’Alter-Vertice No Tav, organizzato in Valsusa per ribadire le ragioni della contrarietà all’opera – legate storicamente al tema della sostenibilità economica e della reale utilità del tunnel di base, in riferimento al rapporto costi-benefici – e aggiungere nuovi fronti alla battaglia contro la realizzazione della Torino-Lione. In Europa, ad esempio, dove Karima Delli parla di una sensibilità diversa in capo ad una parte del Parlamento europeo contraria a «progetti faraonici» come quello della Torino Lione e maggiormente favorevole a progetti più sostenibili. In Europa è attesa la valutazione di mid-term sui fondi concessi dall’Ue agli interventi nel quadro della programmazione 2014-2020. «Noi stimiamo che Telt sia in ritardo sulle opere previste dal Grant Agreement sottoscritto nel 2015 che assegna alla Torino-Lione 813 milioni» sottolinea Alberto Poggio della Commissione Tecnica sulla Torino-Lione nominata dalle amministrazioni contrarie all’opera, Torino compresa. In tal caso cosa accadrebbe a quei fondi? «Tornerebbero nella disponibilità della Commissione – spiega Karima Delli – che potrebbe riassegnarli ad altri progetti in corsa».

Il secondo fronte per la Torino-Lione è tutto italiano. Ne parla Angelo Tartaglia della Commissione tecnica Torino-Lione del Comune di Torino che annuncia la scelta del Controsservatorio Valsusa di presentare alla procura di Roma un esposto sulla legittimità del voto del Parlamento italiano : «La decisione in Parlamento – sottolinea Tartaglia, membro della commissione tecnica Torino-Lione del Comune di Torino – è stata presa sottoponendo ai parlamentari informazioni, contenute nella relazione sui costi-benefici dell’opera commissionata dall’Osservatorio nel 2012, con parametri e valutazioni in alcuni casi inattendibili. Un aspetto che rimanda secondo la nostra valutazione ad una procedura non legittima». Il riferimento è alla sovrastima sul volume di crescita delle merci trasportate rispetto alla dinamica del Pil e al calcolo dei benefici sociali derivanti dal taglio di emissioni di CO2.

«Per noi resta centrale l’analisi costi-benefici – aggiunge Alberto Poggio – ma altrettanto importante è segnalare che la linea esistente ha una capacità di trasporto dalle 6 alle 10 volte superiore a quanto attualmente si fa. Sarebbe necessario superare il servizio dell’Autostrada ferroviaria e rilanciare il trasporto su ferro con modalità classiche, a patto che ci sia una reale esigenza di trasporto». Difficile pensare a una maggiore incidenza del ferro sulla gomma senza però un sostegno pubblico, come insegna il modello svizzero. «Nel caso della Svizzera – risponde Poggio – il trasporto ferroviario è cresciuto sostenendo una linea esistente con le stesse caratteristiche del Frejus, prima di realizzare il tunnel di base».

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