Economia

Al G7 di Torino tre dossier su Industria 4.0

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Al G7 di Torino tre dossier su Industria 4.0

I 7 Paesi più industrializzati al mondo si incontreranno a Torino per discutere di come governare una delle più grandi trasformazioni della Storia industriale. A partire da lunedì 25 settembre, in una settimana articolata in tre riunioni ministeriali, andranno in scena alla reggia di Venaria Reale il G7 Ict/Industria e a seguire il G7 Scienza e il G7 Lavoro. Gli impatti della digitalizzazione e dell’automazione diffusa sui processi produttivi e sul lavoro domineranno le riunioni degli stakeholder e soprattutto gli incontri dei ministri.

Si punterà a una dichiarazione congiunta, anche se gli sherpa e il governo italiano sono convinti che quest’obiettivo non debba essere raggiunto a tutti i costi se questo vorrà dire penalizzare il livello della discussione e dei contenuti in campo.

Al centro del G7 Ict/Industria ci saranno intelligenza artificiale, standard e cybersecurity. «Sul primo punto l’intenzione è proseguire il lavoro svolto dalla presidenza giapponese nel 2016» rileva il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda presentando a Palazzo Chigi il programma di Torino insieme ai ministri Valeria Fedeli (Istruzione e Lavoro) e Giuliano Poletti (Lavoro). Trovare una sintesi soddisfacente potrebbe però non essere semplicissimo viste le visioni diverse tra l’Europa e il Giappone, favorevoli a un quadro preciso di governo dell’intelligenza artificiale e delle sue implicazioni, e gli Stati Uniti, meno propensi a porre delle linee molto nette.

Anche sugli standard tecnologici e la relativa normazione tecnica la partita potrebbe giocarsi tra scuole di pensiero differenti. Si discute dell’apertura e dell’interoperabilità degli standard perché non restino vincolati proprietariamente a chi sviluppa le macchine e gli apparati ad alto contenuto digitale.

È chiaro che un Paese come l’Italia, ad ampia diffusione di Pmi, chieda il massimo grado di apertura possibile e debba confrontarsi con chi tutela le strategie dei grandi gruppi internazionali capofila dell’Ict come, anche in questo caso, gli Stati Uniti. La cybersecurity - appena posta dalla Commissione Ue al centro della nuova strategia di politica industriale - è il terzo pilastro del G7 Ict/Industria.

Le trasformazioni ormai note come 4.0 legano le tre riunioni ministeriali. È sempre più evidente ad esempio che la ricerca, privata e pubblica, debba essere orientata a governare i cambiamenti in corso. «Formazione dei ricercatori, finanziamento e grandi infrastrutture della ricerca su scala globale saranno le tre priorità in agenda a Torino» dice la ministra Fedeli presentando il G7 Scienza.

Giuliano Poletti, delineando l’agenda del G7 Lavoro, torna sull’obiettivo di massima arrivare a una dichiarazione congiunta che offra delle risposte ai rischi dell’automazione industriale e del lavoro che cambia. «La riunione ministeriale - aggiunge - ne discuterà con la presenza delle parti sociali, dell’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro) e dell’Ocse».

Se programma e argomenti sono molto chiari, lo è meno il clima che si respirerà a Torino intorno all’evento. Il livello di intelligence e antiterrorismo è alto in relazione alla possibilità che nel capoluogo piemontese, come già successo ad Amburgo questa estate in occasione del G20, possano convergere antagonisti e anarchici da vari Paesi europei.

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