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Ariston Thermo cresce all’estero e investe in Israele

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Ariston Thermo cresce all’estero e investe in Israele

www.aristonthermo.com
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Prima Canada, poi Stati Uniti, ora Israele. Con la terza acquisizione realizzata in appena 12 mesi Ariston Thermo prosegue il proprio percorso strategico, che vede nell’ampliamento del profilo internazionale e nel rafforzamento tecnologico i due perni principali. L’ultimo target è Atmor, con sede a Tel Aviv e produzione in Cina, azienda da dieci milioni di dollari di ricavi in possesso di una tecnologia specifica negli scaldacqua elettrici istantanei per applicazioni residenziali e commerciali.

«In Israele non avevamo una presenza diretta - spiega il presidente del gruppo Paolo Merloni - ma a differenza delle due precedenti acquisizioni qui la motivazione è soprattutto tecnologica, non tanto di mercato. Atmor è un leader di innovazione nel proprio settore e ora potremo aggiungere questo prodotto al nostro portafoglio, vendendolo in tutto il mondo». Sono in effetti già 150 i paesi “coperti” dal gruppo marchigiano , tra i leader mondiali nel settore del riscaldamento dell’acqua e degli ambienti, reduce da un percorso di crescita costante che ha spinto i ricavi a 1,43 miliardi di euro, facendo quasi triplicare l’Ebitda dal 2009. Dei 22 stabilimenti sparsi nel globo i principali sono in Italia, sette impianti ad alto tasso di esportazione (l’Italia vale poco più del 10% dei ricavi) ma responsabili del 40% dell’output complessivo.

«Agli investimenti di prodotto - spiega Merloni - negli anni abbiamo affiancato interventi radicali sui processi, sviluppando ad esempio fin dal 2010 le metodologie World Class Manufacturing per mantenere i massimi livelli di competitività: le tecnologie 4.0 varranno dal 30 al 50% dei nostri nuovi investimenti in Italia. Interventi che avremmo fatto comunque anche in assenza dell’iperammortamento ma che ora spingiamo con maggior vigore e convinzione». Gli investimenti annui del gruppo sono nell’ordine dei 70 milioni, con un’enfasi crescente su ricerca e sviluppo, orientata in particolare al risparmio energetico. Il target al 2020 è quello di realizzare l’80% dei ricavi con prodotti ad alta efficienza o funzionanti con energie rinnovabili. «L’innovazione è cruciale - aggiunge Merloni - perché stiamo vivendo una fase di trasformazione epocale. Ecco perché investiamo in tre anni 20 milioni per sviluppare un nuovo centro di ricerca ad Agrate Brianza, che a regime darà lavoro ad un centinaio di persone: sarà il nostro centro di competenza globale sulle tecnologie avanzate».

Polo di innovazione che si innesta su una rete di 19 centri di sviluppo locali, affiancati alle diverse produzioni sparse nel mondo. «Attività che continuano a complicarsi - spiega Merloni - perché oggi ad esempio è possibile connettere gli oggetti, sia per poter pilotare a distanza il comfort della propria abitazione, sia per attivare la nostra rete di assistenza, segnalando in tempo reale l’eventuale anomalia in modo da poter intervenire rapidamente, magari anche per via remota». L’operazione in Israele, con l’acquisizione della maggioranza di Atmor, segue l’acquisto della quota di controllo della canadese Nti (riscaldamento idronico a condensazione) nel settembre 2016 e della statunitense Htp lo scorso agosto, due operazioni che hanno permesso ad Ariston Thermo di entrare direttamente per la prima volta nel mercato nordamericano.

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