Economia

Dossier Il balcone di Giulietta a Verona splende grazie al mecenatismo

  • Abbonati
  • Accedi
    Dossier | N. 4 articoliRapporto Turismo

    Il balcone di Giulietta a Verona splende grazie al mecenatismo

    È stato appena ultimato il restauro del balcone più famoso del mondo: quello della Casa di Giulietta a Verona, meta ogni anno di oltre un milione di turisti che fanno capolino nel cortile dell'antica dimora, in via Cappello 23. Il sito cresce nel gradimento dei turisti: quasi 330mila visitatori nel 2016 (20mila in più del 2015) hanno staccato il biglietto per visitare l'antica casa medievale e affacciarsi al balcone, per l'immancabile foto e post sui social media. Purtroppo, il continuo calpestio e l'usura del tempo avevano provocato nel celebre affaccio fessurazioni, abrasioni e consunzioni che hanno reso necessario un intervento di recupero e di ripristino.

    Sponsor unico dell'intervento è stata Tecnored, azienda veronese nota in Italia e Spagna per la produzione di sistemi per la deumidificazione e il consolidamento di edilizia civile e monumentale, che ha donato alla Città di Verona il restauro gratuito dell'affaccio consacrato all'amore. Ed è proprio l'amore al centro dell'intervento, che ha comportato non solo la sponsorizzazione, ma anche la progettazione ed esecuzione dei lavori. “Verona non solo è il mito mondiale dell'amore, ma la sede della nostra società ed è anche la mia città, che amo in ogni suo aspetto – ha spiegato il titolare e amministratore unico di Tecnored, Paolo Mariani -. È un dono sicuramente impegnativo, ma che abbiamo fatto con grande entusiasmo e piacere, per contribuire allo splendore della città veneta e al mito di Giulietta”.

    L'intervento ha comportato l'uso di tecniche innovative e prodotti brevettati di nuova generazione. Nel mese di giugno sono stati effettuati i collaudi statici del balcone e la verifica del suo stato di conservazione: vistosi potenziometri sono stati posizionati nei punti più significativi, contestualmente è stata condotta un'analisi tomografica per lo studio diagnostico del piano di calpestio in marmo e dei modiglioni d'appoggio in tufo dei parapetti. Lo sporto è stato gravato da 32 taniche da 25 litri d'acqua (pari a un carico di circa 800 kg) – senza disturbare l'abituale flusso di pubblico nel cortile di Giulietta – mentre la Veneta Engineering mappava a ultrasuoni le superfici, individuando crepe e cricche di fessurazione poi analizzate in laboratorio al fine di valutare gli interventi a garanzia della conservazione e integrità dell'insieme. Un restauratore ha poi effettuato prelievi delle varie tipologie di pietra per le indagini mineralogiche. Mentre le prove di carico sulla base dell'affaccio, indispensabili per la verifica della sicurezza statica, ne hanno confermato l'agibilità, la verifica sullo stato conservativo ha evidenziato una serie di criticità a cui i tecnici di Tecnored hanno ovviato grazie a tecniche e a prodotti innovativi specifici per il restauro, la pulitura e il consolidamento di edilizia monumentale.

    I lavori – durati circa tre settimane – hanno riportato l'affaccio della casa Dal Cappello (nome poi diventato Capuleti nell'opera shakesperiana) alla sua originaria bellezza, preservandolo per gli anni a venire. “Il balcone di Giulietta è simbolo di un sentimento amoroso divenuto immortale grazie al genio di William Shakespeare e va preservato per le generazioni future”, ha commentato Margherita Bolla, direttrice dei Musei d'arte del Comune di Verona.

    © Riproduzione riservata