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BolognaFiere rileva il 53% di GiPlanet e mira a 200 milioni di ricavi nel…

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EXPO

BolognaFiere rileva il 53% di GiPlanet e mira a 200 milioni di ricavi nel 2020

L’acquisizione del 52,7% della padovana GiPlanet, leader negli allestimenti e nei servizi espositivi, da parte di BolognaFiere è solo la prima di una serie di acquisizioni che garantirà da subito all’expo bolognese altri 24 milioni di euro di fatturato in più (dopo i 120 milioni di euro di preconsuntivo 2017) in vista del traguardo dei 200 milioni di giro d’affati nel 2020, come da piano industriale che sarà presentato ai soci entro i primi mesi del 2018. Un traguardo raggiungibile solo per crescita esterna, necessario per sostenere il programma di investimenti, un centinaio di milioni tra ampliamento e riqualificazione: le ruspe sono al lavoro da poche settimane nel quartiere Michelino.

L’operazione GiPlanet, «completata in tempi rapidissimi grazie alla nuova natura privatistica che ci permette di prendere decisioni immediate», precisa il presidente di BolognaFiere, Giampiero Calzolari, vede protagonista la controllata della holding bolognese, BF Servizi , competitor di GiPlanet e pure più piccola, 18 milioni di euro di fatturato e 100mila mq di allestimenti l’anno, contro i 24 milioni di ricavi e i 200mila mq di spazi gestiti ogni anno dalla società padovana (il 47,3% resta in mano alla famiglia fondatrice che mantiene anche la gestione operativa) , attiva nei quartieri di Verona, Padova, Cremona. «Abbiamo acquisito un partner industriale che ci permette di diventare il più importante polo italiano di allestimenti, con un fatturato stand alone di 45 milioni di euro, che dovrebbero salire a 60 milioni nel giro di 2-3 anni. Ma stiamo portando avanti altre opportunità di collaborazione che ci rafforzeranno ulteriormente», precisa Daniele Passini, presidente di BF Servizi.

L’annuncio del’acquisizione nordestina è stata anche l’occasione per il dg di BolognaFiere, Antonio Bruzzone, per fare il punto su salute e prospettive del quartiere, che quest’anno ha organizzando in Italia e all’estero più di 100 eventi, con oltre 2,2 milioni di visitatori e più di 25.300 espositori internazionali: «Dopo aver rinnovato a fine 2016 i contratti più strategici (quelli per Cersaie con Confindustria Ceramica e per Eima con Federunacoma, ndr) chiudiamo il 2017 con un fatturato superiore al budget del 6% e un Ebitda in rialzo del 14% a 20 milioni, così come migliora la posizione finanziaria netta, grazie allo sviluppo internazionale delle nostre manifestazioni, Cosmoprof e la Fiera del libri per ragazzi. Siamo l’unica società fieristica in Italia ad avere una strategia analoga a quella dei grandi quartieri tedeschi: portare nei diversi Paesi le nostre specializzazioni. E siamo gli unici ad essere davvero globalizzati. In Cina abbiamo una società di 20 persone e superiamo i 35 milioni di euro di ricavi (22 consolidati nel bilancio BolognaFiere, ndr) includendo anche Hong Kong».

Lo sviluppo internazionale andrà avanti, dalle nuove edizione di On Hair (il salone dei capelli) prima a Mosca (2018) e poi a Shangai (2019), dalla preview di Cosmoprof a Mumbai, dal lancio di Parkzoo (l’equivalente di Zoomark, la fiera bolognese del pet) in Russia alla nuova Fiera del libro per ragazzi in Cina: «Per la quinta edizione del salone editoriale, la municipalità di Shangai ha salutato il leader mondiale Reed Exhibitions (da oltre un miliardo di fatturato) e scelto BolognaFiere. Restano da sbrogliare, per il presidente Calzolari, i due nodi domestici. Primo: la necessità di ricapitalizzare la società, scelta che i soci (in prima fila Comune e Camera di commercio di Bologna con il 14,7% delle quote a testa, Regione Emilia-Romagna con l’11,56%, l’ex Provincia ora Città Metropolitana di Bologna con l’11,29%) dovranno assumere entro la metà dell’anno, salvo optare per bond o minibond. Secondo: la fattibilità di una unica holding regionale, strada che da 15 anni viene indicata dalle istituzioni della via Emilia come l’unica percorribile per competere su scala mondiale, ma che si scontra con le nozze trasversali portare avanti da Rimini con Vicenza e da Parma con Verona. «La crescita che stiamo portando avanti per linee esterne ci rafforza e andremo avanti da soli o con altri, ma comunque nella posizione di quelli che decidono e non subiscono», conclude Calzolari.

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