Economia

Imprese lombarde più solide

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OSSERVATORIO ASSOLOMBARDA-CERVED

Imprese lombarde più solide

Meno sofferenze, meno fallimenti. La manifattura lombarda prosegue nel proprio percorso di recupero e gli ultimi dati in arrivo dal credito confermano il rafforzamento del trend in atto.

Sintetizzato dall’indice di rischiosità calcolato da Cerved: a settembre il 61,2% delle imprese lombarde presenta un grado di rischio di default molto basso (area sicurezza) o comunque contenuto (area solvibilità), percentuale in ulteriore aumento rispetto al 59,8% di settembre 2016.

Tra le regioni ad alta intensità manifatturiera, la Lombardia si distingue anche per la percentuale maggiore di upgrade (imprese che hanno migliorato la propria classe di rischio) pari al 29,1% e la più bassa percentuale di downgrade (imprese che invece hanno peggiorato la propria classe di rischio) pari al 25,7%. A livello settoriale, l'industria risulta essere il settore con una percentuale più alta di imprese in sicurezza mentre le costruzioni sono il settore con più imprese a rischio.

I dati emergono dalla nuova edizione dell'Osservatorio Credito e rischio delle imprese, redatto da Assolombarda e Cerved, analisi che mette a confronto la Lombardia con Emilia Romagna, Veneto e Piemonte.

I segnali sono in media positivi, con indicazioni confortanti in arrivo anche dal lato dei fallimenti e delle sofferenze bancarie. Le procedure fallimentari nel primo semestre sono 1.327, in calo del 13,4% rispetto allo stesso periodo del 2016. Tendenze favorevoli emergono anche dall'analisi dello stock di sofferenze e dal flusso di quelle nuove. Le sofferenze lorde delle imprese lombarde registrano un sensibile calo rispetto al primo trimestre dell'anno (-5,4%) attestandosi a 31,6 miliardi di euro. In termini di flusso, il tasso di ingresso in sofferenza in Lombardia è anch'esso in calo: 2,7% rispetto al 3,0% del secondo trimestre 2016 e al 2,8% del primo trimestre 2017. A livello territoriale, solo il Piemonte presenta un tasso più basso (2,1% dei finanziamenti).

Tutto bene? Non proprio. Anche se nel secondo trimestre del 2017 l'andamento dei prestiti alle imprese si conferma stabile (230,2 miliardi di euro), se rapportato allo stesso periodo dell'anno precedente mostra una contrazione del -2,1%, con la positiva eccezione del settore industria (+0,5%).

«Dagli ultimi dati economici emerge un consolidamento dell'economia lombarda – sottolinea Renato Carli, Presidente Gruppo Tecnico Credito e Finanza Assolombarda e delegato al Tavolo Banche –. Infatti la fiducia del manifatturiero sale ai massimi dal pre crisi a Milano, Lodi, Monza e Brianza; l'export lombardo cresce del +6,8% nel secondo trimestre del 2017 e, nel terzo, il tasso di occupazione sale al 66,7% in Lombardia e, in parallelo, quello di disoccupazione scende al 6,3%. In un contesto così favorevole, i prestiti alle imprese registrano una nuova contrazione del -2,1% del totale economia (industria, servizi e costruzioni), ritardando ulteriormente il recupero dei livelli pre-crisi. Ma se guardiamo solo all'industria, la Lombardia risulta l'unica regione con segno positivo in termini di prestiti. D'altro canto il credito resta ancora uno dei nodi su cui lavorare, oltre al fatto di rendere i canali paralleli al sistema bancario sempre più attraenti, semplici e fruibili dalle imprese che, in uno scenario in continua evoluzione, dovranno orientare le proprie scelte di finanziamento anche verso strumenti e operatori non bancari».

«La prima parte dell'anno - aggiunge l’ad di Cerved Marco Nespolo - ha visto la conferma e il consolidamento delle tendenze in atto: oggi la Lombardia è la regione con il tessuto imprenditoriale più solido. Nonostante i segnali positivi che mostrano come le imprese siano sulla strada giusta per capitalizzare ulteriormente l'uscita dalla crisi, alcuni indicatori continuano tuttavia a mostrare segnali di debolezza. È il caso dei prestiti: è importante per il futuro lavorare attivamente per ampliare l'offerta del settore finanziario promuovendo l'accesso al credito alle piccole imprese, che ancora oggi fanno poco ricorso a risorse finanziarie esterne, per sostenerne la crescita».

Dal lato dei prestiti uno dei dati di maggior rilievo in Lombardia emerge come detto dallo spaccato settoriale: è l'industria che, a differenza degli altri comparti economici, mostra una tendenza positiva (+0,5%) che conferma l'inversione di tendenza già registrata nel trimestre precedente. Restano ancora in territorio negativo sia i servizi (-0,9%) dopo il sensibile incremento del primo trimestre sia le costruzioni (-10,9%) che registrano il calo più deciso degli ultimi anni.

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