Economia

E mentre «invecchia» il San Daniele diventa denaro

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E mentre «invecchia» il San Daniele diventa denaro

Il prosciutto è ancora lì, appeso in attesa di “maturare”. Ma anche se il cliente finale ancora non ha acquistato, il prodotto si è già trasformato in denaro. È l’effetto dell’inventory loan, il prestito dedicato alla smobilizzazione del magazzino, prodotto su cui Banco Bpm ha deciso di rilanciare, con un focus specifico sul comparto alimentare.

Il gruppo ha infatti messo a disposizione un plafond di finanziamenti da un miliardo di euro, dedicandolo in massima parte al comparto food & beverage, con l’obiettivo specifico di “liberare” il magazzino. Perché invecchiare “costa”.

E lo sanno bene le aziende del comparto, in particolare quelle che operano nelle produzioni che prevedono lunghe stagionature. Salumi, vini oppure formaggi richiedono infatti investimenti ingenti in termini di spazi e organizzazione, dovendo prevedere magazzini strutturati che impegnano quantità ingenti di capitale, in attesa di incassi futuri dilazionati nel tempo. «Questo appesantisce i ratios patrimoniali - spiega il responsabile corporate di Banco Bpm Luca Manzoni - e di conseguenza abbatte i rating rendendo più complesso e comunque più oneroso il finanziamento bancario».

La struttura è quella dell’inventory loan, un credito a medio termine a 5 anni che di fatto “sblocca” le risorse impegnate nel magazzino, consentendo all’azienda margini di manovra aggiuntivi.

«In Italia - aggiunge Manzoni - si tratta dell’importo maggiore dedicato a questa esigenza per il comparto alimentare, non esistono plafond di questo tipo sul mercato. Ci siamo focalizzati in uno dei settori chiave del made in Italy, che ha bisogno della banca anche per poter finanziare la propria crescita, in Italia e soprattutto all’estero».

Un esempio è il gruppo Kipre, oltre 160 milioni di ricavi, per oltre un terzo sviluppati proprio grazie alle commesse oltreconfine. Per il leader nazionale del prosciutto San Daniele la stagionatura rappresenta allo stesso tempo un fiore all’occhiello e un onere. «Il magazzino, che in passato non siamo mai riusciti a valorizzare al meglio - spiega l’ad Vladimir Dukcevich - vale una settantina di milioni e gestisce un milione di prosciutti». Il finanziamento a lungo termine (18 milioni di euro a sei anni) consente ora di sbloccare parte del capitale immobilizzato, all’interno di aree di produzione e stoccaggio da 40mila metri quadri. Permettendo così all’azienda di crescere, ad esempio attraverso una joint venture in Australia, da poco siglata.

«Il prodotto è l’asset principale della nostra azienda - spiega l’imprenditore - e in questo modo abbiamo trovato la strada per assegnare il giusto valore al magazzino: la novità del finanziamento è quella di poter “seguire” le diverse fasi di stagionatura, non considerando semplicemente quanto stoccato una materia prima».

Il prodotto finanziario si inserisce in un quadro di progressiva stabilizzazione del sistema, con flussi di nuove sofferenze scese ai livelli pre-crisi e livelli di liquidità (un centinaio di miliardi sono arrivati alle banche italiane dalle aste Tltro2 Bce) che vanno in cerca di rendimenti, in un momento in cui i tassi di interesse ai minimi storici comprimono la redditività delle banche.

Lo schema proposto dall’istituto di credito prevede la possibilità di finanziare una quota variabile tra il 50 e il 75% del valore del magazzino, con tassi agganciati al rating del cliente.

«Siamo su livelli storicamente ridotti - spiega il responsabile dell’origination corporate Mattia Mastroianni - con livelli variabili tra lo 0,7 e il 2,7%. Il tasso può anche essere reso fisso utilizzando una copertura e questo è un modo per l’azienda di effettuare provvista a lungo termine a costi certi, da utilizzare magari per aumentare gli acquisti nelle fasi più convenienti, andando “lunghi” sulla materia prima quando è utile». Il mercato potenziale stimato dalla banca è di circa 180 aziende, per ricavi globali di 36 miliardi di euro e nove miliardi di debito. Il taglio medio della singola operazione è stimato in dieci milioni di euro.

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