Economia

Imprese manifatturiere: prosegue il recupero. Dazi e Siria permettendo

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report cerved sulle imprese non finanziarie

Imprese manifatturiere: prosegue il recupero. Dazi e Siria permettendo

La ripresa delle imprese italiane non finanziarie è destinata a continuare e consolidarsi. Sconvolgimenti internazionali ad ampio spettro permettendo: sono molte, infatti, le insidie sulla strada delle aziende manifatturiere, a cominciare dalla possibile escalation della guerra in Siria che, al di là del contesto locale mediorientale, potrebbe portare a ripercussioni geopolitiche più ampie. Ma tra gli ostacoli si annoverano anche la guerra commerciale sui dazi, che vede anche l’Europa (e quindi l’Italia) coinvolta nel confronto Usa-Cina, e l’incertezza politica che coinvolge lo scenario italiano.

Al netto di ciò, l’ultimo report del Cerved sulle imprese non finanziarie delinea un orizzonte roseo: «Il quadro macroeconomico – si legge nello studio – è ancora in fase di stabilizzazione ma con trend positivi. La crescita del Pil è in via di consolidamento: si prevede un valore intorno all’1,5% contro l’1,6% registrato nel 2017, mentre export e import vengono dati in ascesa, rispettivamente +4,1% e +4,4% nel 2018». L’analisi di Cerved Rating Agency prevede che il tasso di inflazione scenderà dall’1,4% del 2017 all’1,2% nel 2018, mantenendosi al di sotto del target del 2,0% indicato dalla Bce. «Tuttavia il tasso di inflazione “core” salirà nel 2018 dall’1,0% all’1,2%. Le più favorevoli condizione di accesso al credito, gli incentivi fiscali e l’aumento della domanda interna daranno una spinta importante agli investimenti, previsti in aumento del 3,0% nel 2018 (rispetto a +2,4% nel 2017)».

LA CRESCITA DEI SETTORI
Tasso di variazione annuo. Stime 2017 e previsioni 2018. (Fonte: Cerved)

Secondo Mauro Alfonso, amministratore delegato di Cerved Rating Agency «le imprese italiane beneficeranno inoltre di condizioni più favorevoli di accesso al credito, grazie a tassi di interesse bassi. Ci si attende infatti che la Banca Centrale Europea lasci invariato il livello dei tassi di interesse e continui ad applicare misure di politica monetaria non standard. Nonostante la riduzione in volume degli acquisti di asset netti, gli istituti di credito italiani dovrebbero espandere le loro attività creditizie, grazie anche a una significativa riduzione nella quantità dei crediti in sofferenza, in tal modo dando sostegno al trend positivo».

Il report si basa su dati storici macroeconomici italiani ed europei tra il 2000 e il 2017 e sulle previsioni per il 2018 combinate con specifici dati individuali tra il 2000 e il 2017 relativi alle imprese italiane non finanziarie che fatturano oltre 5 milioni di euro. Il campione estratto per l’analisi è formato da circa 50mila società per azioni e a responsabilità limitata, attive in 10 macro industrie, con un fatturato aggregato nel 2016 di 1,8 miliardi di euro (il 76,9% del segmento).

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Lo studio ritiene che proseguirà nel 2018 la graduale ripresa delle imprese non finanziarie, sia in termini di crescita del fatturato sia in termini di miglioramento della struttura finanziaria, così come evolverà positivamente il quadro macroeconomico generale e diminuirà il livello di rischio atteso. «Questo vale soprattutto per le industrie manifatturiere e per il settore dell’ospitalità e dei servizi per la ristorazione. Il trend è alimentato principalmente dal ciclo economico positivo, dai tassi di interesse bassi e da quadri regolatori favorevoli che danno sostegno alle imprese nelle operazioni di finanziamento, investimento, innovazione e assunzione di personale».

Il lavoro realizzato dagli analisti Cerved include le proiezioni 2018 su quattro indicatori di performance: tasso di crescita del fatturato anno su anno, margine Ebitda, il rapporto tra l’indebitamento finanziario netto e l’Ebitda e quello tra l’indebitamento finanziario netto e l’equity. A fine 2016 «il margine Ebitda medio (6,0%) era sotto i livelli del 2000 (7,2%), ma i trend positivi evidenziati dai bilanci consolidati più recenti disponibili (2016), i risultati preliminari 2017 e le previsioni 2018 lasciano prevedere che le imprese italiane non-finanziarie continuino a registrare una graduale ripresa nel 2018, avvantaggiate anche da normative che incentivano l’uso di fonti alternative, non-bancarie, per il finanziamento» afferma il report. Le risorse finanziare raccolte tramite i Piani individuali di risparmio, introdotti dalla Legge di Bilancio 2017 e cresciuti grazie al regime fiscale favorevole, «potrebbero infatti diventare una fonte aggiuntiva importante per il finanziamento delle Pmi». In generale, secondo l’analisi, nel 2018 le Pmi daranno un contributo più significativo a crescita, occupazione e innovazione e, in media, «il margine Ebitda resterà relativamente stabile, nonostante il permanere di criticità nell’accesso al credito bancario e ai mercati del capitale rispetto alle imprese più grandi».

L’aumento degli investimenti migliorerà le prestazioni della maggior parte dei settori industriali anche grazie al Piano nazionale Industria 4.0 adottato dal governo uscente. Le imprese che sfrutteranno questa opportunità miglioreranno il loro cash flow già nel breve-medio termine. Infine, le imprese con forte posizionamento sui mercati internazionali e ampia diversificazione dei prodotti registreranno una crescita dei margini e delle vendite più alta.

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