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Dubai: ultimata la Preatoni Tower, il gruppo passa a nuovi recuperi

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Dubai: ultimata la Preatoni Tower, il gruppo passa a nuovi recuperi

DUBAI - Nello scricchiolante panorama immobiliare di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, a seguito delle pesanti difficoltà quali conseguenza della crisi del 2007, arriva un’iniziativa per certi versi innovativa targata Gruppo Preatoni. La famiglia del finanziere e immobiliarista Ernesto Preatoni ha promosso un programma, in collaborazione con le autorità locali, per recuperare almeno una minima parte dei numerosi progetti rimasti incompiuti. A oggi a Dubai sono infatti più di 300 le torri e i grattacieli non ultimati a causa della venuta meno dei finanziamenti se non della fuga dei general contractor. Con migliaia di piccoli investitori che hanno messo quote capitali e risparmi nella costruzione di immobili oggi ancora in fase di cantiere.

A dimostrazione che è possibile portare a compimento almeno una parte di questi progetti, nei giorni scorsi il Gruppo Preatoni ha annunciato di aver ultimato i lavori della torre che oggi porta il suo nome: la Preatoni Tower, composta da 554 unità immobiliari suddivise in 45 piani, alta 190 metri e con uffici fino al piano 25 e abitazioni fino al piano 45.

Nel 2006 la società a capitale tedesco Alternative Capital Invest (Aci) aveva lanciato il progetto di costruzione della torre chiamata Dubai Star, raccogliendo le quote caparra di investitori indiani, pakistani e di altri paesi asiatici. Con la crisi il costruttore abbandona il progetto, realizzato al 35%, e gli investitori. Nel 2012 Samir Bayreli, uno dei proprietari degli appartamenti, crea il comitato degli investitori per cercare di venire a capo della vicenda. Propizio l’incontro con Ernesto Preatoni e con il figlio Edoardo. L’idea è quella di riprendere in mano il cantiere prima che le autorità di Dubai decretino il fallimento. Nasce cosi la Preatoni Real Estate Development che ha il compito di stringere le fila degli investitori e di riaprire il cantiere con la consulenza tecnica di Lorenzo Canderpergher in veste di project manager. Con un investimento complessivo di una decina di milioni di euro e un ritorno di circa 17, la torre, ribattezzata nel frattempo Preatoni Tower è stata ultimata e tutte le unità immobiliari sono state vendute e consegnate. Alla luce dell’esperienza portata a termine e della positiva collaborazione con le autorità di Dubai -in particolare con il programma governativo Tanmia Program - la Preatoni Real Estate si presenta ora al mercato degli Eau come “project solving” con una proposta ulteriormente innovativa. L’avvio a luglio di una emissione di criptovaluta di tipo security con cui finanziare il recupero di almeno una decina di torri in costruzione a Dubai. Il tutto con una Initial Coin Offering «ovvero con una raccolta di capitale dedicata a investitori professionali - spiega Roberto Preatoni - che consiste nella emissione di una nuova moneta virtuale che farà capo alla famiglia Preatoni e che permetterà di investire nei nuovi progetti immobiliari che lanceremo a Dubai».

«Con l’ultimazione della Preatoni Tower - aggiunge Ernesto Preatoni - abbiamo dimostrato di avere le capacità di gestire con idee nuove situazioni difficili sul mercato locale, ricevendo la fiducia di chi ha investito e delle autorità di Dubai. Ora mettiamo a frutto questa esperienza andando a recuperare, là dove ce ne sono le condizioni, altri cantieri incompiuti. Siamo diventati un punto di riferimento per tanti».

«Per noi - dice Edoardo Axel Preatoni, fondatore della Preatoni Real Estate Development - quello che abbiamo portato a compimento è stata una operazione di credibilità e di esperienza in un mercato non facile. Siamo molto fieri di quanto realizzato, oggi su questo campo non abbiamo concorrenti».

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