Economia

Elmec, dai data center alla stampa 3D

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INNOVAZIONE

Elmec, dai data center alla stampa 3D

Occhiali ultraleggeri. E poi carrelli ergonomici per gli olimpionici di canottaggio, simulazioni di organi del corpo umano per l'Ospedale Niguarda di Milano, geolocalizzatori per persone disperse in montagna, componenti ultraleggeri per moto. Già uno sguardo alle prime applicazioni realizzate offre una chiara indicazione delle potenzialità del mercato. «Che in effetti sta “partendo” - spiega Rinaldo Ballerio - e noi vogliamo essere tra i pionieri». Una scelta non banale quella del presidente di Elmec, che decide di impegnare personale e risorse nella diversificazione dal proprio core business, la fornitura di servizi e soluzioni di information technology per aziende.

Il gruppo, 670 dipendenti e 220 milioni di euro di ricavi, ha deciso così di aprire un laboratorio di stampa 3D, una business unit che parte già con dimensioni robuste: una ventina di addetti (in gran parte neo-assunti) e nove stampanti professionali a polveri di nylon, un investimento da tre milioni di euro.

Si parte con la plastica e a breve si allargherà la fornitura anche ai metalli, utilizzando stampanti Hp che in prospettiva saranno direttamente vendute ai clienti.

«Il target è sorprendentemente vasto - spiega Ballerio - perché la costruzione di prototipi in tempi rapidi è una necessità diffusa, presente praticamente in tutti i settori. Così come diventa un’esigenza corale quella di prevedere modalità alternative per la produzione di piccolissime serie, dove i macchinari tradizionali non riescono ad essere efficienti. Ecco perché crediamo che l’Italia

sia il mercato perfetto per questa tecnologia».

L’impatto della tecnologia è in effetti pervasivo:  può migliorare le prestazioni di una moto, rendendo lo scarico più aerodinamico e leggero; oppure ridurre i tempi di gara della squadra olimpica di canottaggio, creando un carrello anatomico personalizzato sul singolo atleta; o ancora salvare vite, permettendo ai chirurghi di prepararsi all'intervento su repliche perfette degli organi di ciascun paziente, ricreate a partire dalla tac.

«Nelle stime Idc - aggiunge Ballerio - la spesa mondiale in stampa 3D nel 2018 crescerà del 20% circa attestandosi sui 12 miliardi di dollari e arriverà quasi a raddoppiare nei prossimi anni, segno di una domanda crescente sia di prototipazione che di produzione in diversi settori, con il manifatturiero e l'healthcare in prima linea. Il sistema manifatturiero e l'ecosistema dell'innovazione del nostro Paese avranno così un luogo in più in Italia, a pochi chilometri da Milano, per la prototipazione rapida e la produzione dei propri progetti, finalizzato ad accompagnare le aziende stesse nell'adozione di questa tecnologia».

In prospettiva Elmec venderà sul mercato le stesse stampanti, fornendo servizi di assistenza e supporto per il design. Il business plan al 2020 vede i ricavi lievitare fino a 20 milioni di euro. «I primi clienti ci sono già - spiega Ballerio - e altri hanno manifestato interesse ad acquistare le macchine, che in prospettiva lavoreranno anche il metallo. Partiamo già con una dimensione robusta, certamente sovradimensionata per i volumi attuali ma in grado di gestire la crescita importante che ci aspettiamo di sperimentare».

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