Economia

Brennero, numero chiuso per i Tir, 70 chilometri di coda

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Brennero, numero chiuso per i Tir, 70 chilometri di coda

  • – di c. a. f.
La lunghissima fila di Tir verso il confine con l’Austria
La lunghissima fila di Tir verso il confine con l’Austria

Settanta chilometri di coda. È il serpentone di Tir che si è formato al Brennero a causa del “numero chiuso” imposto dall’Austria: soltanto 300 mezzi pesanti all’ora, una limitazione che viene applicata al traffico proveniente dalla Germania e diretto verso sud ma che ha inevitabili ripercussioni nei due sensi.

La lunga teoria di camion parte a Bolzano e arriva a Vipiteno. Il traffico leggero viaggia invece senza grossi problemi sulla corsia di sorpasso, tranne tra Bolzano sud e Bolzano nord, dove il traffico risulta molto rallentato.

Come avvenuto nei mesi scorsi, in Tirolo applica anche oggi dalla Germania verso sud il contingentamento. Fino a inizio giugno sono previste sette giornate con “numero chiuso”: un provvedimento molto contestato dagli autotrasportatori italiani e tedeschi.

Altri blocchi anche nei prossimi giorni
Il provvedimento tra origine sostanzialmente da ragioni ambientali: il Tirolo è attraverso da oltre 2 milioni di Tir all’anno e per questo motivo Vienna ha varato la norma entrata in vigore tra le polemiche di Roma e Berlino lo scorso 22 marzo. Quella di oggi non è la prima giornata di “blocco parziale”, ce ne sono già state diverse nel mese di aprile e a inizio maggio. Secondo il calendario stilato dagli austriaci il contingentamento dei mezzi pesanti proseguirà anche domani, 23 maggio, e dopo, 24 maggio. Analoga misura anche il 28, 29 e 30 maggio e l’1 e 2 luglio. A meno, ovviamente di ulteriori restrizioni o di aperture diplomatiche.

La protesta delle imprese
Decisa la protesta da parte di Conftrasporto-Confcommercio. Il vicepresidente Paolo Uggè parla di «rischio che partano azioni spontanee. Il Governo che comunque è ancora in carica assuma una posizione decisa». Per l’associazione di categoria il danno economico è pesante così come la condizione dei lavoratori, costretti a lunghissime attese. Oltretutto, sottolinea Uggè, c’è anche un evidente aspetto ambientale: «I cittadini sono danneggiati dall’inquinamento degli automezzi che tenuti fermi aumentano le emissioni inquinanti, inoltre, i lavoratori sono costretti a bordo dei mezzi e il sistema produttivo non solo italiano subisce ingenti danno e le aziende rischiano di perdere ancora quote di mercato».

Italia senza Governo
Conftrasporto parla di «un’Italia senza governo da oltre settanta giorni e di un’Unione europea impotente in quanto legata alle procedure comunitarie». Le critiche da parte delle organizzazioni di categoria ma anche politiche rimarcano, inoltre, come il provvedimento austriaco sia in spregio al principio della libera circolazione delle merci e delle persone che interessa i Paesi dell’Unione.

Le mosse della Ue
«Il problema del traffico pesante attraverso il corridoio del Brennero è una sfida
regionale che deve essere affrontata in modo congiunto. La Commissione europea cerca di facilitare una soluzione ed è disponibile a dare ulteriore assistenza». A dirlo è l’esecutivo comunitario attraverso un portavoce, di fronte all’emergenza odierna per la chiusura parziale dei transiti in Austria con la coda di 70km di mezzi pesanti al Brennero a causa del contingentamento del Tirolo. «In febbraio a Monaco di Baviera, ministri degli Stati membri e rappresentanti delle regioni coinvolte si sono riuniti per esplorare soluzioni comuni nella gestione del traffico. Da allora il lavoro è continuato a livello tecnico, in vista di un ulteriore incontro a livello ministeriale» previsto «per il 12
giugno a Bolzano» fanno sapere da Bruxelles.

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