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L'esperto risponde / Agevolazioni Ue

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Fondi UE

L'esperto risponde / Agevolazioni Ue

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Canale «Ted» per la ricerca delle gare d’appalto Ue

Siamo una Pmi operante nel settore Ict, già attiva nella fornitura di infrastrutture tecnologiche per clienti privati e istituzionali italiani. Vorremmo valutare la partecipazione ad alcuni appalti europei. Quali sono le principali fonti per reperire le gare internazionali nei paesi Ue ed extra–Ue?
M.C. MILANO

L’Ict è tra i settori con più opportunità in termini di appalti pubblici europei, sia nella UE che nei Paesi terzi. La fonte istituzionale più completa per le gare nell’Unione europea è il Ted (“Tenders electronic daily”), versione online del supplemento alla Gazzetta ufficiale della Ue. Ricomprende gare d’appalto per servizi, forniture e lavori lanciate da tutte le istituzioni europee, agenzie e organismi (inclusi, tra gli altri, la Bers, Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, e la Banca europea per gli investimenti, Bei), nonché dai Paesi membri e candidati.
Le gare d’appalto su finanziamenti della Commissione europea nell’ambito della cooperazione internazionale (Paesi terzi) sono invece reperibili su “EuropeAid co–operation office online services”. Entrambi i portali permettono di consultare gratuitamente le opportunità offerte alle imprese ricercando i bandi di gara per Paese, regione e altri criteri.

A cura di Susanna Leonelli

Horizon 2020 per finanziare ricerca e innovazione delle Pmi

Lavoro per una Pmi innovativa che svolge molte attività di ricerca e sviluppo. Ho sentito parlare di un programma di finanziamento europeo detto «Horizon 2020». Di cosa si tratta? Come potremmo partecipare?
C.B. MILANO

«Horizon 2020» è il programma di finanziamento per la ricerca e l’innovazione che mette a disposizione circa 80 miliardi di euro nel periodo 2014–2020, per progetti europei di innovazione scientifica, tecnologica e in risposta alle sfide sociali (salute, clima, energia, trasporti intelligenti, eccetera). Alle Pmi innovative è dedicato un programma particolare: lo “Sme Instrument”.
La partecipazione può essere individuale, anche se il coinvolgimento di partner, italiani o stranieri, aumenta le possibilità di successo del progetto. Ai progetti selezionati vengono concessi finanziamenti a fondo perduto che coprono fino al 70% del costo, entro un massimo di 2,5 milioni di euro.
Per informazioni, si può consultare il documento

La definizione dei progetti con il «quadro logico»

Il mese scorso, durante un convegno, ho sentito parlare di uno strumento utile a formalizzare una proposta progettuale per partecipare ai bandi europei: il cosiddetto “quadro logico”. Non ho però ben capito di cosa si tratti nella sostanza.
Z.B. TORINO

Il “quadro logico” è uno strumento utilizzato, fin dagli anni ’90, per schematizzare la logica progettuale, formalizzando i suoi elementi essenziali: obiettivi (generali e specifici), attività e risultati. Sulla base di una matrice che prevede una parte descrittiva, una serie di indicatori, le fonti di verifica, i rischi, le ipotesi utilizzate. Lo strumento, oltre a definire la struttura del progetto, consente di determinare anche la sequenza logica delle attività. Generalmente prevede una fase di analisi e una di pianificazione: la sua logica, in una forma ovviamente adattata e semplificata, può essere utilizzata anche per i progetti d’investimento e di sviluppo più semplici.

A cura di Sergio Praderio

I soggetti che possono partecipare ai «Cte»

Quali sono i soggetti che possono partecipare a un progetto di cooperazione territoriale europea (Cte)? Che contributo si può ricevere?
D.M. MILANO

Queste proposte di progetto devono essere presentate da partenariati, escludendo quindi la partecipazione del singolo ente o professionista. I soggetti che possono partecipare sono attori nazionali, regionali e locali appartenenti a Paesi diversi e competenti per la tematica. I criteri di ampiezza geografica, cioè area di “provenienza” dell’ente, sono dettagliati dai programmi.
La definizione degli altri requisiti formali di partecipazione, invece, è contenuta nei singoli bandi che prevedono in linea di massima la partecipazione sia di enti pubblici (o equivalenti) che di privati (ad esempio, imprese, enti non profit).
Questi ultimi non beneficiano però del cofinanziamento del Fondo di rotazione, e di conseguenza devono coprire con capitali propri tale quota, che si aggira tra il 15 e il 25 per cento.

I fondi strutturali seguono il principio di cofinanziamento

Avrei bisogno di chiarire un punto importante. I contributi dei fondi strutturali coprono tutti i costi sostenuti durante l’attuazione del progetto finanziato?
S.A. ROMA

Il finanziamento erogato tramite questi fondi generalmente non copre la totalità dei costi sostenuti dal beneficiario durante la realizzazione delle attività progettuali. Si applica infatti il principio di addizionalità, secondo cui il contributo comunitario consiste in un “cofinanziamento” al progetto che non copre l’intero costo sostenuto ma soltanto una parte, essendo quindi necessaria anche la partecipazione finanziaria del beneficiario (Stato, enti locali e privati). Le quote di cofinanziamento comunitario variano a seconda dei diversi fondi strutturali e dei diversi obiettivi. In alcuni casi, inoltre, gli Stati membri mettono a disposizione risorse nazionali per coprire la quota rimasta “a carico” del beneficiario.

A cura di Lada Vetrini

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