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Dossier Il pastore e il marines

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Dossier | N. 84 articoliIn bici sulle dighe

Il pastore e il marines

La diga è lì vicina, Troina è a un passo. Quell’argine artificiale all’omonimo torrente funge quasi da metafora per spiegare uno degli eventi bellici più simbolici della Seconda guerra mondiale. Così come lo sbarramento contiene le acque del lago più grande della Sicilia altrettanto tentarono di fare i tedeschi nell’agosto del 1943 quando opposero una strenua resistenza all’avanzata degli Alleati. Mentre tutta la Sicilia plaudeva allo sbarco delle forze anglo-americane e le accoglieva sventolando in aria fazzoletti bianchi, a Troina fu battaglia vera. L’asse, formata in quel caso da un nucleo neppure tanto numeroso di soldati tedeschi, si arroccò tra le mura del paese e difese l’avamposto per sette giorni di fila. Si erano ritirati in montagna dopo aver perso Nicosia e Leonforte e dal 31 luglio e per i sei giorni successivi riuscirono a respingere gli attacchi degli alleati, salvo poi evacuare la città e spingersi verso Messina nella notte tra il 5 e il 6 agosto.

Ovviamente furono giorni tremendi per la popolazione e le truppe. Gli scontri furono cruenti e lasciarono sul campo molte vittime, oltre 100 tra i civili. Anche il paese pagò duramente la resistenza dell’Asse, tanto da venir di fatto ridotto in macerie. Quei sette giorni furono documentati dall’ungherese Robert Capa, uno dei più grandi fotoreporter di guerra, passato alla storia per lo scatto del miliziano colpito nel conflitto civile di Spagna. Porta la sua firma l’immagine iconica del pastore che, piccolo e curvo su se stesso, indica con un bastone gli spostamenti dei nemici al soldato alleato nell’ultimo giorno di battaglia. Un’informazione che sarebbe costata la vita a quell’anziano, ucciso dai tedeschi. Proprio il racconto di quei terribili momenti valse invece a Capa, che era stato  paracadutato in Sicilia assieme all’esercito americano con lo scopo di documentare le operazioni di guerra, la pubblicazione dei suoi scatti sulla rivista Life. Scatti che ora faranno parte di un museo a lui dedicato a Troina che terrà in mostra permanente 62 stampe fotografiche che raccontano l’agosto del 1943 in Sicilia.    

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