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Acquedotto Pugliese investirà 1,4 miliardi

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Acquedotto Pugliese investirà 1,4 miliardi

Un tratto di canalizzazione dell'Acquedotto Pugliese
Un tratto di canalizzazione dell'Acquedotto Pugliese

Un piano settennale di investimenti da 1,4 miliardi (per l’esattezza: 1.384 milioni di euro) potrebbe essere il segnale esteriore di un cambiamento profondo per l’Acquedotto Pugliese, 19 anni dopo la trasformazione da ente autonomo in Spa controllata dalla Regione Puglia. La legge di Stabilità numero 205 del 27 dicembre 2017 progetta la costituzione di una società dello Stato per il rafforzamento della struttura di approvvigionamento idrico di tutte le regioni del Mezzogiorno. L’Acquedotto Pugliese sarà il modello con un secolo di esperienza e di tecnologia cui ispirarsi per creare questa Spa statale dell’acqua del Sud?

L'amministratore delegato Roberto De Sanctis

Le decisioni sul futuro assetto dell’Acquedotto, che rimarrà pubblico, se verranno saranno definite dalle istituzioni, ma dopo due anni di impegno l’amministratore delegato Nicola De Sanctis comincia a mostrare le possibilità di questa immensa “macchina dell’acqua” che per un secolo è stato l’acquedotto più grande d’Europa. Oltre al piano miliardario di investimenti c’è un prestito Bei da 200 milioni di euro. E poi l’allargamento dei compiti dell’Acquedotto anche al settore della gestione dei rifiuti.

Il piano di investimenti che sarà pubblicato dall’Autorità idrica pugliese vede una concentrazione forte di spesa soprattutto per potenziare l’acquedotto (488 milioni), il sistema delle fognature (365) e i depuratori (346 milioni), ma ci sono voci minori che offrono chiavi interessanti di lettura, come i 18 milioni per le “stazioni di disidratazione” (le tecnologie per ridurre i rifiuti dei depuratori) e i 20 milioni per i sistemi informatici, una delle specificità che aiutano l’Acquedotto Pugliese a migliorare l’efficienza.
Però un dato del piano di investimenti è più indicativo di altri, cioè quell’investimento trasversale che attraversa tutti i settori di intervento che si chiama ricupero delle perdite: 155 milioni entro il 2024, e poi altri 291 milioni attorno al 2025-2029.
L’amministratore delegato Nicola De Sanctis, 57 anni, ingegnere, genovese nato per caso a Ferrara, ricorda «l’importanza di allinearci sugli indirizzi strategici e di essere molto pragmatici: in questi anni abbiamo condotto un’attività intensa di valutazione, abbiamo condotto un benchmark stringente per confrontarci con le altre grandi utlity, abbiamo creato divisioni come la customer experience o la divisione di ingegneria».

L'ispezione del canale principale dell'Acquedotto Pugliese mediante l'uso di un drone sottomarino

In fatto di acqua il Mezzogiorno è malato di frammentazione, la guarigione sta nel trasferire l’acqua “bene comune” da dove è abbondante a dove non ce n’è e terapia si chiama investimenti potenti. L’Acquedotto Pugliese con la sua integrità sfugge a questa malattia del Sud.
Capitolo ambiente. «Il progetto ambiente è partito di fatto nel 2018», accenna De Sanctis.
Con i suoi depuratori, l’Acquedotto Pugliese ha una produzione importante di fanghi che vengono trattati in varie forme. I fanghi dei depuratori sono una base ottima per produrre compost, l’ammendante agricolo che arricchisce di nutrienti i campi, e l’impianto di Acquedotto Pugliese diventa una fabbrica di prodotti di qualità per l’agricoltura usando come ingredienti anche i rifiuti umidi selezionati dai cittadini.
Capitolo energia. Nel 2017 una razionalizzazione nella gestione delle forniture elettriche e una politica di efficienza energetica ha consentito un risparmio di 22 milioni, a beneficio delle tariffe per i clienti, ma l’Acquedotto Pugliese ha anche varato un programma di costruzione di piccole centrali idroelettriche: non grandi impianti di potenza ma piccoli impianti funzionali al fabbisogno della società.
Capitolo software. L’informatica è stato uno degli strumenti usati per affrontare le pazzie climatiche del 2017: una sequenza di gelate ha spaccato le condotte in molti punti, e poi il meteo si è spostato verso la siccità estrema riducendo in modo impressionante gli approvvigionamenti di acqua. Tramite il software è stato possibile gestire la risorsa in modo da ridurre i disagi ed evitare problemi alla stagione turistica.
«Abbiamo fatto un esame critico dei nostri investimenti 2017 pari a 144 milioni di euro e abbiamo visto che abbiamo una capacità di investire 36 euro l’anno per abitante: ciò ci colloca tra le migliori aziende del settore. Investire è fondamentale — conclude De Sanctis — e puntiamo anche ad accorciare i tempi e ad aumentare la massa di spesa».

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