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Fondi europei: anche la Corte dei conti certifica l’«allarmante…

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programmazione 2014-2020

Fondi europei: anche la Corte dei conti certifica l’«allarmante ritardo» della Sicilia»

(Ansa)
(Ansa)

L’ultimo allarme sulla gestione dei Fondi europei in Sicilia è di qualche giorno fa. Lo hanno lanciato i giudici della Corte dei conti in sede di parificazione del bilancio della Regione siciliana. «Desta grande preoccupazione - scrivono i magistrati contabili - la circostanza che, al quinto anno dall’inizio dei programmi 2014-2020, la spesa per i fondi europei in Sicilia è in allarmante ritardo, tale da potersi configurare il rischio di una consistente perdita di risorse finanziarie. È assolutamente necessario, pertanto, che il Governo regionale si adoperi al più presto per adottare le opportune misure correttive e accelerare al massimo il ritmo di spesa dei fondi europei». Un ritardo che era già stato messo in evidenza da questo giornale a fine febbraio e che nei mesi successivi ha portato alla rinegoziazione con la Commissione europea.

Il ciclo di programmazione 2014-2020 destina alla Sicilia complessivamente risorse per 9,73 miliardi di cui 4,56 miliardi a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale che al 31 dicembre ha certificato somme «di poco superiori a 16,7 milioni mentre a maggio 2018 si segnalavano procedure in corso per un valore di 2,523 miliardi» scrivono sempre i magistrati contabili. Insomma una situazione abbastanza seria che, per la verità, il Governo guidato da Nello Musumeci ha fin qui provato ad affrontare. È della scorsa settimana, per esempio, la rimodulazione che ha destinato 200 milioni (aggiuntivi) per favorire innovazione, investimenti tecnologici e start up: con questa rimodulazione a disposizione ci sono complessivamente circa 317 milioni.

Lo schema di modifica dell'Obiettivo tematico 3 del Programma,

predisposto dall’assessore alle Attività produttive, Mimmo Turano, punta a finanziare il maggior numero di progetti per arrivare a una maggiore spesa certificabile a fine anno. La rimodulazione dei fondi prevede una dotazione aggiuntiva di 50 milioni per le imprese che investono nell’upgrade tecnologico, nell’installazione di nuovi stabilimenti, nella diversificazione della produzione e nell’ampliamento di prodotti e servizi; 100 milioni in più per gli interventi di supporto alla nascita di nuove imprese, prevalentemente negli ambiti tematici identificati dalla Strategia regionale dell’innovazione per la specializzazione intelligente; quasi 47 milioni saranno, invece, destinati alla realizzazione di progetti di investimento, in regime di de minimis, per favorire la nascita di piccole aziende.

La variazione delle dotazioni per ogni singola azione non è un semplice spostamento di risorse, ma risponde secondo il presidente della Regione Nello Musumeci a una strategia ben precisa. «Con questo nuovo schema - spiega l'assessore Mimmo Turano - ci siamo messi all'ascolto delle esigenze dei nostri imprenditori, abbiamo infatti calibrato la rimodulazione dei fondi in base alle istanze pervenute e quindi al successo tra le imprese di ogni azione. In questa maniera, sull'azione 3.1.1.02 portando la dotazione complessiva a centoventi milioni di euro potremo finanziare circa 180 progetti. Sull’azione 3.5.1.0.1 con l’aumento delle risorse fino a centotrenta milioni saremo in grado di finanziare circa 280 istanze. Infine sull’azione 3.5.1.02 con una dotazione complessiva di quasi 67 milioni potrebbero addirittura essere finanziate tutte le istanze ammissibili».

Rimodulazione accolta positivamente anche se resta la consapevolezza che servono interventi strutturali per rispettare le scadenze previste e non perdere risorse. Un obiettivo, questo, che la Regione punta a raggiungere grazie alla “Cooperazione rafforzata a supporto del Po Fesr”, così come recita il titolo del documento firmato nelle scorse settimane dal governatore siciliano, dal ministro per il Sud Barbara Lezzi e dalla commissaria Corina Cretu. Cooperazione rafforzata che prevede la collaborazione tra l’Agenzia per la coesione territoriale e l’Autorità di gestione guidata da Dario Tornabene con la partecipazione della Commissione europea . Otto le azioni messe in campo per arrivare a un’attuazione efficace ed efficiente del Programma con interventi soprattutto sul fronte dell’organizzazione degli uffici e una road map per verificare lo stato di avanzamento. Prevista, per esempio, la verifica della realizzazione delle azioni ed il conseguimento degli obiettivi di miglioramento amministrativo contenuti del Piano di rafforzamento amministrativo (Pra) di seconda fase ma soprattutto si prevede di definire e applicare strategie di intervento per il potenziamento organizzativo e gestionale di Dipartimenti attuatori in particolare sofferenza ; di supportare le procedure di ammissione e finanziamento dei grandi progetti, anche nelle fasi di osservazioni comunitarie, notifiche di aiuti e così via, nonché supportare l’attuazione dei progetti stessi facilitando le relazioni con i beneficiari orientate a superare congiuntamente le eventuali criticità; di identificare, d’intesa con i responsabili degli interventi, quelli il cui avanzamento si discosta dai cronoprogrammi dichiarati per individuarne le criticità e formulare proposte idonee al superamento delle stesse anche fornendo supporto alla Struttura responsabile dei controlli di I livello nei casi complessi di certificazione della spesa relativi alla legittimità delle procedure.

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