Economia

Jindal sceglie Piombino come hub europeo

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SIDERURGIA

Jindal sceglie Piombino come hub europeo

I numeri, anche quelli proiettati più avanti nel tempo, non sono certo paragonabili a quelli di Taranto. Resta il fatto che il rilancio di Piombino promesso dai nuovi proprietari (gli indiani di Jindal south west) coincide proprio con il momento di maggiore difficoltà del tentativo di turnaround dell’Ilva, e sfida Taranto (e non solo)  proprio sul suo core business, vale a dire i laminati piani, i coils che forniscono settori chiave dell’industria manifatturiera italiana ed europea, come l’automotive, l’elettrodomestico e la cantieristica.

Una prospettiva (o una minaccia, dipende da i punti di vista) che resta comunque legata all’eventuale ripartenza dell’area a caldo toscana, a sua volta vincolata a uno studio di fattibilità che gli indiani hanno promesso di licenziare in diciotto mesi. Nell’immediato Jsw si concentrerà sul riavvio dei laminatoi per i prodotti lunghi, fermi da mesi: innanzitutto quello per le rotaie, strategico per i contratti in essere con Rfi, ma anche quello per le barre e soprattutto quello per la vergella, che rischia di essere a sua volta una spina nel fianco per i principali produttori italiani, concentrati in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

La sintesi è che si tratta di piani o di lunghi, l’investimento degli indiani in Toscana è un elemento nuovo, di rottura rispetto agli equilibri oggi presenti sul mercato nazionale ed europeo. Un passaggio epocale: se il piano industriale decollerà secondo quanto previsto dal cronoprogramma che gli indiani hanno illustrato in queste settimane (a Mise, sindacati e istituzioni locali) Jsw, sfruttando anche le potenzialità del porto, avrà realizzato a Piombino il proprio hub per il mercato europeo. Nelle prossime settimane, secondo quanto emerge dalle linee guida del piano industriale, il gruppo guidato da Sajjan Jindal riavvierà i tre laminatoi di Piombino, oggi fermi, limitandosi a sborsare circa 19 milioni. Per il rilancio dell’area a caldo l’impegno di spesa è comprensibilmente più consistente, con una previsione che può anche superare il miliardo di euro (la forbice va da 850 milioni a 1,050 miliardi di euro).

Nel dettaglio, Jsw prevede di investire nella fase start up della seconda parte dell’anno 2,7 milioni di euro per fare ripartire il treno barre, 1,2 milioni per il laminatoio a vergella e 1,4 milioni per il treno rotaie; altri 13,5 milioni sono messi a budget per il biennio successivo, a sostegno degli impianti. Per quanto riguarda invece l’area a caldo, l’acciaieria potrebbe essere installata nella zona vicina ai laminatoi barre e vergella, nell'area nord dello stabilimento. Jindal punterebbe a installare uno o due forni elettrici (può essere alimentato fino al cento per cento con preridotto» spiegano i tecnici di Jindal nel piano) e avviare la produzione di coils entro il 2022; è prevista anche l’installazione di un laminatoio per le lavorazioni a freddo e non si esclude l’eventuale messa a terra di un terzo forno, a servire la produzione interna di blumi e billette (che nei prossimi mesi e per tutta la durata del piano dovrebbero essere forniti dall’India).

A conti finiti l’obiettivo fissato su carta è produrre al 2020 circa 385mila tonnellate di laminati a freddo; con l’avvio dell'area a caldo ci si propone, dal 2023, di produrre 1,8 milioni di coils, fino ad arrivare a un massimo di 2,4 milioni nel 2025 (a quel punto l’acciaieria potrebbe essere in grado di generare anche 600mila tonnellate di billette e blumi). Piombino, per usare le parole del sindaco, Massimo Giuliani, è pronta a «rialzare lo sguardo».

Le istituzioni, si sono impegnate a sostenere con un contributo di 33 milioni di euro del Mise progetti di tutela ambientale e di risanamento, a cui si aggiungono 30 milioni della Regione Toscana per l’efficienza energetica e ambientale del ciclo produttivo e altri 30 milioni per progetti di ricerca e formazione, dal Programma operativo regionale (Por) del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) 2014-2020.

A margine della firma per la cessione il primo cittadino ha sottolineato l’importanza che «il piano industriale arrivi in fondo e porti alla piena occupazione di tutti i lavoratori». Con la firma passano a Jindal tutti i circa 2mila addetti della ex Lucchini: il piano degli indiani darà lavoro nell’immediato a 435 lavoratori, che saliranno a 600 conteggiando anche gli impieghi per le demolizioni, fino a 1.500 con l’avvio dell’area a caldo. Inoltre, come ha ricordato il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, «Jindal si è mostrato molto interessato anche al porto di Piombino, presenterà presto un piano e potrà avere le concessioni dalla Port Authority».

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