Economia

Dai collant alla galleria del vento. Trerè vira sui tessuti sportivi

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Dai collant alla galleria del vento. Trerè vira sui tessuti sportivi

Dai collant alla galleria del vento. La prima – e unica – che in Italia potrà simulare le condizioni climatiche estreme, dall’umidità monsonica alle bufere di neve artiche. Un’orizzonte visionario e un investimento consistente – oltre 20 milioni di euro – quello della Trerè Innovation, profonda provincia mantovana, 100 milioni di fatturato e 800 addetti tra Asola, Bergamo e la Bosnia. Non solo produzione di abbigliamento tecnico-professionale per sportivi, ma un vero e proprio cardine della ricerca e sviluppo nel settore e di chi ha scelto di servirsi di un “patrimonio” di esperienza per un traguardo diverso.

«Siamo partiti, con mio nonno, dal collant – racconta il ceo Marco Redini – ma la verticalizzazione della produzione e i costi erano difficili da sostenere. Negli anni 90 abbiamo deciso di diversificare con le calze da uomo e le calze tecniche per il mondo sportivo». Nasce la collaborazione con Bodo Lambertz, imprenditore svizzero dell’innovazione nei materiali tecnici di abbigliamento (che si è conclusa solo un anno fa). Nel 2004 si passa dalle calze all’intimo tecnico. E nascono prodotti come Hypermotion, la maglia da ciclista le cui maniche non sono cucite a parte, ma sono un pezzo unico: più elasticità, libertà di movimento e confort. Trerè rileva anche un’azienda di biciclette al carbonio, materiale le cui proprietà entrano anche nell’abbigliamento sportivo.

In 20 anni, oltre 200 i brevetti all’attivo. La ricerca assorbe un milione di euro l’anno. Sportivi (Max Biaggi e Fernando Alonso), capi di Stato, attori. In molti indossano i capi di Trerè. «A settembre – spiega Redini – oltre a lanciare il nostro primo marchio di proprietà, Uyn, inizieremo la costruzione del nuovo centro di ricerca, ad Asola. Un laboratorio di ricerca di 3.500 metri quadrati al quale affiancheremo un’area con 12 “villette”, in cui venditori e clienti potranno venire a testare direttamente i prodotti».

«Nel 2019 – dice ancora Redini – assieme ad alcuni esperti tedeschi, ad Asola avvieremo la costruzione della galleria del vento, lunga 35 metri, che sarà la prima in Italia in grado di riprodurre le condizioni climatiche estreme: dai 50 gradi sopra lo zero ai 30 sotto. Un polo scientifico che servirà a testare e sviluppare, con body scanner e sensori biometrici, le reazioni fisiologiche individuali sino a creare nuovi prodotti sempre più personalizzati, perché ognuno risponde diversamente allo sforzo fisico». La galleria sarà inoltre affittata a squadre di atleti da tutto il mondo. Oltre a quella tedesca di Audi, ce ne sarà presto anche una ad Asola.

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