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Il road show russo per tentare i veneti: «Delocalizzare da noi è…

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Il road show russo per tentare i veneti: «Delocalizzare da noi è un affare»

Dalla firma alla produzione in poco più di un anno, con uno stabilimento costruito in meno di sette mesi: «In Italia solo per una valutazione di impatto ambientale occorre attendere un anno. In Russia abbiamo firmato per l’ingresso nella ZES (zona economia speciale) a marzo 2016, a novembre abbiamo avviato la progettazione del primo lotto: a luglio 2017 è stata avviata la produzione di prodotti vernicianti da edilizia, pitture per interno ed esterno. È uno stabilimento ad elevata automazione, con macchinarin che permettono di produrre 3 milioni di chili di pittura. al lavoro ci sono quattro operai, un impiegato e il direttore, che è un italiano. Determinante è stata la possibilità di operare in tempi celeri, gli sgravi fiscali, l’affitto agevolato dei terreni».

Giovanni Marsili è il responsabile scientifico del Colorificio San Marco, azienda di Marcon (Venezia) conosciuta anche per le attività nel campo del welfare (fra le altre cose mette a disposizione dei propri dipendenti la possibilità di usufruire di una casa vacanza a Marina di Montemarciano), leader nella produzione e commercializzazione di pitture e vernici per l’edilizia professionale, da poco riconosciuta Cribis Prime Company, titolo che attesta il massimo livello di affidabilità dal punto di vista delle relazioni commerciali. Il Gruppo, dopo un 2017 chiuso con 73 milioni di euro di fatturato, nei primi sei mesi 2018 ha messo a segno una crescita del 10%. Una crescita gestita anche con l’internazionalizzazione, dopo le acquisizione degli anni scorsi in Francia, Polonia e Norvegia: «La Russia è per noi un mercato importante per fatturato e volumi, sono 20 anni che esportiamo in questo Paese e scegliere di insediarci qui è stata una logica conseguenza. Negli ultimi anni le difficoltà del rublo e le sanzioni hanno portato a facilitare insediamenti produttivi come il nostro, semplificando al massimo le procedure e minimizzando gli oneri burocratici».

La zona è quella di Lyudinovo, nella regione di Kaluga, a 360 chilometri da Mosca. La proposta è arrivata alle aziende come il Colorificio direttamente dai consulenti, italiani, che lavorano in Russia e spiegano le opportunità di investimento.

Di recente proprio il Colorificio ha ospitato una intera giornata informativa organizzata con il Salone d’Impresa curato da Ferdinando Azzariti, presente anche Paolo Pesce, responsabile Sportello Mise per l’Impresa Veneto e il vicegovernatore Vladimir Popov, che ha fatto un quadro delle opportunità per le imprese estere che vogliono investire in loco: non solo basse percentuali di tassazione (per 5 o 10 anni attorno al 2% anche per le tasse di proprietà societarie) - ha detto nella sua relazione - ma agevolazione nell’affitto e acquisto dei terreni, supporto nella realizzazione delle strutture, servizi a disposizione degli imprenditori.

Kaluga, 1 milione di abitanti, nelsu 180 km copre un mercato composto da circa 20 milioni di persone, compresa la capitale russa. A oggi vede avviati 197 progetti industriali con un tasso di crescita del 5% medio negli ultimi 5 anni: negli ultimi cinque anni sono stati creati oltre 28mila nuovi posti di lavoro. Oltre al Colorificio San Marco, prima impresa italiana a insediarsi, nella regione si trovano altre imprese italiane quali Zuegg, Laminam, Cellino, Pal-ladio Zannini, Menarini Group.

Nel caso del Colorificio gli operai, dopo essere stati assunti, sono partiti per l’Italia dove hanno frequentato training sulla produzione e controllo per tre mesi, e le prime produzioni sono state seguite direttamente da personale italiano.

«Il network costituito da aziende italiane ha permesso di mettere velocemente in funzione lo stabilimento. Da qui, oltre a produrre per il mercato della Federazione Russa, esportiamo nei Paesi ex Urss», conclude Marsili

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