Economia

Nel 2018 il maltempo ha causato danni ai raccolti per mezzo miliardo di euro

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agricoltura

Nel 2018 il maltempo ha causato danni ai raccolti per mezzo miliardo di euro


I danni alle colture italiane causati dalla progressiva tropicalizzazione del clima del nostro paese con nubifragi, grandinate, trombe d’aria, fulmini, bombe d’acqua, ma anche siccità e nuovi insetti che si susseguono sempre più spesso lungo la Penisola ammontano a oltre mezzo miliardo. È questa la stima, provvisoria, realizzata dalla Coldiretti che ha analizzato quanto accaduto all’agricoltura per via delle anomalie climatiche che hanno decimato i raccolti, distrutto coltivazioni, abbattuto alberi e allagato le aziende ma anche provocato frane, smottamenti e alluvioni.

In agricoltura un lavoratore su 3 e' migrante

Per l’associazione siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo ma anche l’arrivo di nuovi insetti alieni particolarmente pericolosi.


Il 2018, secondo lo studio della Coldiretti, è stato l’anno più caldo dal 1800, da quando cioè sono iniziate le rilevazioni, con una temperatura superiore di 1,46 gradi rispetto alla media storica nei primi sette mesi dell’anno. In Italia c’è una chiara tende al surriscaldamento dopo che il 2017 si era classificato al sesto posto tra gli anni più caldi da 218 anni con una temperatura che era risultata di 1,16 gradi superiore alla media del periodo di riferimento. Peraltro nella classifica degli anni più caldi ci sono nell’ordine il 2015, il 2014, il 2003, il 2016, il 2007, il 2017, il 2012, il 2001, poi il 1994, il 2009, il 2011 e il 2000.
Da non sottovalutare il fatto che i cambiamenti climatici si abbattono su un territorio già fragile con la presenza in Italia di 7.145 comuni complessivamente a rischio frane e alluvioni, l’88,3% del totale, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. Un risultato provocato da un modello di sviluppo che – dice la Coldiretti – negli ultimi 25 anni ha ridotto a meno di 13 milioni di ettari le aree agricole presenti in Italia, a vantaggio dell’abbandono e della cementificazione.

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