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Geico Taikisha, con Industria 4.0 impianti di verniciatura in tempi…

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Geico Taikisha, con Industria 4.0 impianti di verniciatura in tempi record

Un fatturato di quasi 300 milioni di euro in Italia e di 2,105 miliardi di dollari a livello mondiale. Cento giovani assunti negli ultimi cinque anni e investimenti medi annui, sempre in Italia, nell’ordine dei 15-20 milioni per esercizio.
A dispetto di quanto potrebbe far pensare il nome, la Geico Taikisha è un’azienda italiana, di Cinisello Balsamo, specializzata nella realizzazione di impianti di verniciatura per il settore automotive.

Certo, nel 2011 c’è stata l’alleanza fondamentale con il gruppo giapponese Taikisha, entrato con il 51% delle quote, ma la storia di questa azienda, la Geico, viene da lontano e in qualche modo rappresenta anche la storia, a volte travagliata e complessa, di molte altre realtà del made in Italy, capaci però di resistere e affermarsi attraverso investimenti e innovazione.

In principio, oltre 50 anni fa, l’azienda si chiama Neri & Mandelli, dai cognomi dei due soci che danno vita a questa reltà dell’automotive. La vocazione alle alleanze internazionali si manifesta sin da subito, con le partnership che la Neri & Mandelli sigla prima con Drysys Equipment e poi con Haden. L’evoluzione prosegue con crescite e stop and go, come quello determinato dalla crisi petrolifera degli anni ’70, che in qualche modo obbligano a scelte e strade da seguire. La Haden esce dal gruppo che nel frattempo sta vedendo crescere una sua controllata: la Geico. È all’interno di questa “diramazione” dall’asse principale che lavora Ali Reza Arabnia, genero di uno dei due fondatori della Neri & Mandelli, Pippo Neri. Quando quest’ultimo muore, Arabnia e la moglie Laura prendono il controllo della società. Come detto, la vocazione alle alleanze prosegue anche nel nuovo corso, prima entrando nell’orbita di Comau e poi, nel 2011, con la partnership attuale di Geico con Taikisha. Nel mezzo, una lunga parentesi in cui la Geico torna completamernte nelle mani della famiglia Arabnia che, soprattutto, decide di investire fortemente sull’innovazione, creando quello che ancora oggi è il fulcro della propria attività di ricerca: nasce il Pardis Innovation Centre, poi potenziato nel 2013.

L’alleanza con Taikisha ha portato Geico a essere leader mondiale nel campo della verniciatura: oggi il gruppo conta circa 5mila dipendenti ed è presente in 28 Paesi. Il consolidato del gruppo è cresciuto nel 2017 di oltre15 punti percentuali, mentre l’Ebitda, a 125 milioni, è aumentato del 40%.
L’azienda ha realizzato il primo impianto autosufficiente dal punto di vista energetico e ha contemporaneamente ridotto i consumi degli impianti di verniciatura da 900 a 270 Kwh per scocca. «Ora la ricerca è concentrata sul progetto Smart Paintshop» spiega Daryush Arabnia, chef operating officer di Geico e figlio di Ali Reza. «Grazie alle interconessioni uomo-macchina, sarà in grado di realizzare impianti di verniciatura in tempi record: si va da un minimo di 10 mesi fino ad un massimo di 15 mesi per impianti più complessi».

L’obiettivo aziendale è puntare a liberare risorse che possano concentrarsi su occupazioni più elevate: «A fronte di queste nuove tecnologie – spiega Daryus Arabnia -, le persone potranno finalmente dedicarsi a compiti più elevati, a tutto quello che necessita di perizia, conoscenza ed esperienza, tralasciando gli aspetti più pericolosi e meccanici di cui possono occuparsi le macchine e non c’è da temere che l’uomo venga soppiantato dai robot. La nostra idea di 4.0 è, di fatto, un’opportunità culturale che mette in discussione le basi dell’automotive e che permetterà di raggiungere traguardi ad oggi impensabili».

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