Economia

Con l’«incoming» made in Italy in vetrina

  • Abbonati
  • Accedi
Le opportunità per allargare gli orizzonti/2. Gli inviti ai buyer stranieri

Con l’«incoming» made in Italy in vetrina

«Naples meet the world», evento che si svolge a Napoli
«Naples meet the world», evento che si svolge a Napoli

Funzionano le iniziative di “incoming”? Solo contatti o anche contratti? In alcuni casi le esperienze delle aziende che hanno partecipato alla prima edizione del Piano Export II raccontano di una buona base di partenza per sviluppare le proprie esportazioni. È il caso della Andrea Cardone (accessori in pelle) che ha partecipato all’evento “Naples meets the world”, oppure della Frantoi Cutrera di Ragusa che dopo una missione di incoming ha stretto un accordo di vendita con la Germania. La Altilia srl di Cosenza, creata da due ricercatori Cnr per sviluppare tecnologie semantiche con l’uso dei big data, si è fatta largo anche con la partecipazione alla Biat (Borsa dell’innovazione e dell’alta tecnologia), un evento che negli ultimi anni ha guadagnato un buon interesse soprattutto da parte di operatori provenienti da Canada, Corea del Sud, Giappone.

Anche tra gli eventi in programma per la seconda edizione del piano - tra il prossimi autunno e la primavera 2019 - l’hi tech ha uno spazio di rilievo. Una missione di operatori cinesi sarà organizzata per il Siee, un meeting Italia-Cina aperto a imprese, centri di ricerca, parchi scientifici e tecnologici ed enti pubblici che operano nelle tecnologie per energia, Ict, cultura.

Altre missioni di operatori e buyers stranieri invitati in Italia riguardano i settori della moda sposa, dell’arredo, della cosmetica. In alcuni casi si va in perlustrazione di mercati emergenti, ancorché di piccole dimensioni. Si pensi ai nostri scambi agroalimentari con i Paesi della Scandinavia: dopo il buon riscontro di iniziative avviate con la Svezia nel 2017 e nella prima parte del 2018, si pianifica di replicare con la Norvegia. Oppure si punta in particolare sull’eccellenza dei prodotti Dop e Igp, come dimostrano le azioni sui media e le reti commerciali estere in Austria e Svizzera (in questo caso il format è differente e prevede workshop itineranti nei due Paesi).

Un capitolo a sé riguarda gli eventi di partenariato internazionale. Alcuni esempi: incontri tra parchi tecnologici, centri di eccellenza, università del Mezzogiorno in Polonia; seminari sui finanziamenti internazionali nei settori delle energie rinnovabili e del trattamento acque/rifiuti in Tunisia;  workshop con la presentazione delle tecnologie italiane nel settore delle energie rinnovabili in Bosnia-Erzegovina; promozioni di partnership sull’hi-tech in Israele.

© Riproduzione riservata